La grande giostra degli allenatori è partita. Il rischio di De Laurentiis con Allegri, tutti i dubbi del Milan su una scelta delicatissima per presente e futuro. La Juve e Spalletti: siamo sicuri che sia tutto sotto controllo?
Ci siamo, finalmente. Le tessere del domino relativo alle panchine di Serie A si stanno piano piano incastrando e la giornata che ci siamo lasciati alle spalle ha dato i primi verdetti. Italiano ha lasciato il Bologna, dopo due anni fantastici che né lui né il club potranno mai dimenticare, ma chi pensava che il suo futuro potesse essere al Napoli ha dovuto fare i conti con la realtà, perché Aurelio De Laurentiis, ancora una volta, ha scelto un allenatore che ha nella sua bacheca una quantità industriale di titoli: Massimiliano Allegri. Se sarà stata la scelta giusta o no lo scopriremo soltanto con il passare dei mesi ma la cosa certa è che il patron azzurro ha proseguito sulla stessa linea degli ultimi anni. Benitez, Ancelotti, Spalletti, Conte (solo per citarne alcuni) e adesso Max, che dovrà rifarsi dopo una stagione, con il Milan, chiusa nel peggiore dei modi, con un quinto posto che ha avuto come risultato l'epurazione di ben quattro figure centrali del club come Allegri stesso, Furlani, Tare e Moncada.
ADL si è preso un rischio, questo è chiaro, perché non è affatto scontato che il tecnico livornese sarà sinonimo di successo, visto che le ultime stagioni non sono state facili per lui e hanno portato in dote soltanto la Coppa Italia vinta con la Juventus a pochi giorni dal suo secondo addio al club bianconero. Il compito di Allegri non sarà semplice, visto che troverà uno spogliatoio spremuto in lungo e in largo da Conte. Gli ultimi due anni sono stati vissuti con il piede fisso sull'acceleratore e dopo lo Scudetto dell'anno scorso in questa stagione è arrivato un secondo posto deciso anche dai tantissimi infortuni di giocatori chiave, come sappiamo molto bene. Da una parte la stanchezza, fisica e mentale, dei calciatori, dall'altra la pressione che sarà tutta sull'allenatore, chiamato al riscatto dopo l'annata al Milan. Allegri non potrà sbagliare un'altra volta e lo sa molto bene, e l'avvio di campionato sarà fondamentale. Partire bene, col piede giusto, sarà fondamentale sia per il Napoli che per il tecnico, altrimenti sarà dura per tutti. Vedremo.
E Italiano? Come abbiamo detto le voci e le indiscrezioni degli ultimi giorni ci dicevano che l'ex allenatore di Spezia e Fiorentina avrebbe sostituito proprio Antonio Conte al Napoli ma alla fine non è andata così. Ecco, l'incastro potrebbe essere trovato con la chiusura del cerchio al Milan, ma non è scontato che vada a finire così. Nei prossimi giorni Ibrahimovic incontrerà l'entourage di Vincenzo Italiano, ma questa non sarà l'unica pista battuta dai rossoneri, che devono, dettaglio non banale, trovare anche un direttore sportivo. Le piste estere continuano a rimanere valide, anche se il no di Iraola ci ha fatto capire, se ce ne fosse stato bisogno, quanto sia complicato per i nostri club convincere un allenatore che potrebbe scegliere di allenare la squadra arrivata quindicesima in Premier League invece che il Milan, una società che ha sette Champions League nella sua bacheca. Per Italiano sarebbe l'esame finale. L'ultimo step che ci farebbe capire se potrà davvero essere un allenatore capace di stare nell'élite del calcio.
Chi invece, almeno in line teorica, ha già scelto il suo tecnico per la stagione che verrà è la Juventus. Luciano Spalletti, nonostante il sesto posto centrato in questa stagione, è stato confermato, ma qualche dubbio resta e adesso vi spieghiamo perché. Il rapporto tra l'allenatore bianconero e Damien Comolli, amministratore delegato del club bianconero, checché ne dica lo stesso dirigente francese, è ai minimi termini. Sia prima che dopo la gara contro il Torino i due hanno discusso con toni abbastanza accesi e l'incontro delle prossime ore, nel quale sarà presente anche John Elkann, ci dirà qualcosa in più su un rapporto tutto da ricostruire e la speranza della proprietà è che si possa arrivare a una convivenza che, però, ci convince poco. Comolli era fuori dalla Juventus prima del derby che ha chiuso il campionato, poi è successo qualcosa. Un qualcosa che torna poco e che rischia di far iniziare la prossima stagione della Juventus con il piede sbagliato.
La soluzione, almeno parziale, potrebbe essere quella della tregua. Ma sarebbe comunque una tregua armata e le prime mosse sul mercato saranno fondamentali per far sì che Spalletti e Comolli possano tornare a stringersi la mano in modo credibile e definitivo. L'allenatore darà fiducia a tempo al francese e tra qualche settimana tirerà le somme. Se qualcuno ci chiedesse di scommettere uno scellino su Spalletti come sicuro tecnico della Juve a inizio campionato ci metterebbe in difficoltà, questo non lo neghiamo. Panchine che girano e posti che piano piano termineranno. Qualcuno resterà a piedi, altri non potranno sbagliare, e la sensazione è che alla fine l'Inter e la Roma avranno un grande vantaggio. Quello di portare avanti un progetto iniziato 12 mesi fa e che darà un vantaggio non da poco a Chivu e Gasperini.











