Gravina rivendica i successi, ma su Euro32 ammette: "Ci sono criticità, ma continuo a battermi"
Due Mondiali saltati consecutivamente ma anche diversi successi. Li rivendica con orgoglio l’ormai ex presidente della FIGC Gabriele Gravina, intervistato quest’oggi al Corriere della Sera: “La grande battaglia vinta quasi da solo per la sopravvivenza del calcio durante il Covid, l’Europeo a Wembley nel 2021, i numerosi successi delle Nazionali giovanili, la co-assegnazione di Euro 2032. Ma soprattutto l’aver creato la divisione paralimpica”. Ricordi che fanno commuovere l’uomo: “Sapete qual è stato il momento più bello?” Domanda Gravina con le lacrime agli occhi: “Le email e le testimonianze di tanti genitori che mi hanno offerto stima e il loro supporto”.
Il presidente dimissionario parla anche delle criticità per Euro 2032 visti i ritardi nelle ristrutturazioni degli impianti: “Sapevo di partite con forti criticità ma l’Europeo insieme alla Turchia, che rivendico come un grande successo, serviva proprio come stimolo per riportarci a livello internazionale. I ritardi nella nomina del commissario e il mancato sostegno economico della politica non hanno generato l’accelerazione auspicata. Però non mi arrendo e nel mio ruolo di vicepresidente della Uefa continuerò a battermi affinché si concretizzi questa grande opportunità per l’Italia”.
Infine torna anche sulla gaffe del concetto di ‘dilettanti’ riferito ad altri sport: “Mi spiace che le mie parole siano state mal interpretate. Volevo sottolineare come il professionismo debba sottostare a regolamentazioni nazionali e internazionali. Non era mia intenzione mettere in dubbio, ne svilire, l’impegno e la professionalità di atleti di altre discipline”











