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Ibra squalificato: nel Codice di Giustizia Sportiva non c'è traccia della "critica irrispettosa"

Ibra squalificato: nel Codice di Giustizia Sportiva non c'è traccia della "critica irrispettosa"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
martedì 13 aprile 2021 16:00Serie A
di Ivan Cardia

Atteggiamento provocatorio e critica irrispettosa”. Con queste motivazioni il Giudice Sportivo ha squalificato per una giornata di squalifica Zlatan Ibrahimovic dopo quanto accaduto durante Parma-Milan. I fatti sono noti, più o meno: il centravanti svedese ha sicuramente discusso con l’arbitro Maresca, ma non è chiaro cosa abbia spinto il fischietto napoletano a sanzionarlo col rosso diretto e poi quali motivazioni abbia indicato nel proprio referto. Lo stesso Pioli, nell’immediato post partita, ha espresso forti perplessità sull’accaduto e sulla possibilità che le frasi riferite dal suo giocatore siano state offensive nei confronti del direttore di gara. Una versione che, nonostante la squalifica, sembrerebbe in effetti confermata anche dalla decisione finale.

Una fattispecie sconosciuta. Nel Codice di Giustizia Sportiva della FIGC, infatti, non vi è alcuna traccia delle ipotesi di “atteggiamento provocatorio” e “critica irrispettosa” nei confronti degli arbitri. Viceversa, all’articolo 36 è espressamente punita la “condotta ingiuriosa o irriguardosa nei confronti degli ufficiali di gara”: la sanzione minima prevista è quella di due giornate. Dato che Ibrahimovic è stato fermato per un solo turno, delle due l’una. La prima ipotesi: è stata considerata la presenza di un’attenuante per l’assenza di insulti. Ma allora sorgono due domande: perché espellere un calciatore che non ha insultato? E soprattutto, perché fare riferimento a una fattispecie non prevista dalle regole quando si sarebbe potuto fare ricorso alla condotta irriguardosa, alleggerita dall’attenuante? La seconda ipotesi: si è fatto ricorso a uno dei principi generali dell’ordinamento sportivo (tentiamo la sorte: la violazione dei doveri di correttezza?) per metterci una pezza e inquadrare in qualche modo un comportamento che non era illecito. Dato che però c’è un articolo apposito, l’operazione qualche dubbio lo lascerebbe comunque. E soprattutto resta l’amaro in bocca, per il Milan e per Ibra: non c’è la possibilità di fare ricorso.

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