Ibrahimovic piglia tutto. Lo stesso che presentava Emerson Royal e dava l'Under23 a Kirovski
Un anno fa Zlatan Ibrahimovic giocava a lascia o raddoppia. A marzo aveva scelto Igli Tare come direttore sportivo all'insaputa di Giorgio Furlani che spingeva per Fabio Paratici, per poi spingere su Tony D'Amico, per spingere nuovamente per Igli Tare. La prima era una scelta quasi da eminenza grigia, l'ultima invece era consapevole, perché l'amministratore delegato aveva vinto la battaglia con Ibra, avendo ampio spettro di scelta da parte di RedBird, nonostante lo svedese fosse il consulente della proprietà.
E ora? Dodici mesi dopo c'è stato il ribaltone, con tutti quanti fuori: Furlani, Moncada, Tare e Allegri. Chi rimane? Ma ovvio, Zlatan Ibrahimovic, quello che presentava Emerson Royal come il quinto giorno di Dio (vabbè) oppure sceglieva Kirovski per il Milan futuro, unica squadra b a retrocedere in Serie D senza nemmeno colpo ferire. Ognuno si sceglie i propri condottieri, Cardinale evidentemente crede nello svedese che, probabilmente, fra giugno e luglio avrà il suo bel daffare negli Stati Uniti.
Tutto lecito. Dopo una Champions buttata via all'ultima partita, avendo compiuto plusvalenze straordinarie e inaspettate - Reijnders, Okafor, Theo Hernandez, tutti gli altri altri - è anche giusto scegliere una terza via. Magari non la stessa che abbiamo già visto due anni fa e che, francamente, non ha avuto un grande risvolto sul campo.











