Juventus, Perin racconta: "Giocare qui è un altro sport. Respiri un'esigenza di vittoria folle"
"Giocare nella Juventus è un altro sport, perché ogni pallone ha un peso specifico differente". In un'intervista concessa a 'Speaker from iHeart', nel corso del terzo episodio della serie WSA Confidential, Mattia Perin ha parlato di cosa significhi indossare ogni giorno la maglia della Juventus e rappresentare i colori bianconeri. Dopo una stagione arzigogolata ma aggiustata dall'arrivo di Luciano Spalletti in panchina.
"Quando entri alla Continassa respiri proprio un'esigenza di vittoria che è folle", ha proseguito nel racconto il portiere italiano che nel corso della stagione si è avvicendato spesso dal primo minuto con Di Gregorio tra i pali. "Io sono stato fortunato perché sono arrivato con Chiellini, Bonucci, Barzagli, dei totem... e se guardi loro, per osmosi, respiri cosa portare agli altri". Parola di Perin, ormai insieme a Pinsoglio e Locatelli rappresenta i veterani ormai della Vecchia Signora, dopo certi addii dal significato indicibile per la piazza della Juventus.
"C'è un'aspettativa per i campioni che ci sono stati e per le vittorie che crea ulteriori, grandissime aspettative", ha aggiunto nella spiegazione della mentalità nel club bianconero. "In allenamento, al centro sportivo... ma anche su come tu approcci e rispetti la cultura e la tradizione di questa società e su quanto tu sei disposto ad entrare in quel meccanismo che, se non hai grandi personalità e carisma, ti risucchia e ti sputa fuori senza neanche accorgertene".










