Caos Milan, c’è Amorim. Ma attenti alla sorpresa Jaissle. Dure accuse di Rangnick. La nuova Juve: Carnevali come Marotta. Ecco i piani, tanti italiani e plusvalenze. Vlahovic ci ripensa. Inter tra Paz e Mastantuono. Fiorentina, no alla vendita.
Il Milan è sempre più nel caos. A meno di un mese dall’inizio del raduno estivo a Milanello non c’è ancora traccia di un allenatore e del direttore sportivo che dovrà gestire il mercato. Il ritardo è clamoroso, sarà difficile recuperare e gestire la situazione in maniera adeguata.
Dopo il no di Rangnick e le sue clamorose accuse a Carnevale e ai dirigenti del Milan, probabilmente Ibra, “non hanno le idee chiare, non ci sono programmi seri”, anche il suo allenatore preferito Glasner s’è allontanato.
Ora in pole position per la panchina c’è il portoghese Ruben Amorim ex Sporting Lisbona, dove ha fatto benissimo, ed ex Manchester United dove ha fatto malissimo fino all’esonero del gennaio scorso. Sarebbe lui il prescelto, gli è stato offerto un contratto di tre anni per quattro milioni l’anno. Mancano l’accordo e soprattutto le firme, ma il proprietario di Red Bird avrebbe dato l’ok. Non è detto, però. Ibra avrebbe invece consigliato un altro allenatore tedesco della scuola del Salisburgo, vale a dire Matthias Jaissle, 38 anni, che allena l’Al Ahli. A naso un’altra scommessa.
Comunque vada, sarà un insuccesso. O almeno un altro tentativo, un altro esperimento, mentre il Milan avrebbe bisogno di assolute certezze e idee chiare.
Anche se alla fine il prescelto dovesse essere Amorim, quali sicurezze si avrebbero?
L’esperienza a Manchester è stata fallimentare, un conto è allenare lo Sporting, un altro il Milan. E poi Amorim fa un calcio dinamico, aggressivo, un 3-4-3 molto moderno, a naso c’è da cambiare mezza squadra. Ma non sarebbe stato meglio riprovare con Vincenzo Italiano prima che decidesse di andare in Turchia?
Misteri. Come è misteriosa l’idea Jaissle, un allenatore con ancora meno esperienza nel calcio che conta.
Soprattutto c’è sempre la sensazione, come detto da Rangnick che i dirigenti del Milan non sappiano cosa vogliono fare, dove vogliono andare. E persiste il consigliere Ibra che spaventa per le sue ingerenze. Infatti Rangnick voleva carta bianca sul settore tecnico e carta bianca non gli è stata data.
Non resta che aspettare la decisione finale (si spera) che dovrebbe arrivare entro oggi o in tempi rapidi visto che la stagione è alle porte. Nel frattempo non c’è stato neppure modo di rescindere il contratto con Allegri, caos aggiunto a caos.
E il direttore sportivo?
Anche qui, in base al nuovo imput di Carnevale che vuol solo stranieri, si parla di due tedeschi, vale a dire Ozek ex Fenerbahce e Krosche dell’Eintracht che però chiede un indennizzo per liberare il suo dirigente.
Ma poi, mi chiedo, questi direttori sportivi sono d’accordo sull’allenatore o tutti vanno in direzioni diverse e contrarie?
Il caos, appunto.
Nel frattempo, invece, il suo caos la Juventus l’ha sistemato, i problemi dirigenziali risolti. Elkann ha finalmente ingaggiato un dirigente vero, bravo, importante, uno che conosce bene il calcio italiano e non solo, l’artefice del miracolo Sassuolo, vale a dire Giovanni Carnevali.
Con Carnevali si può riannodare il filo con il buon calcio e l’equilibrio, il filo spezzato nel 2018 con le dimissioni di Marotta. Da quella data in poi solo gestioni discusse e discutibili, da quella di Paratici finita nei tribunali sportivi e penali per un vicenda di plusvalenze fittizie per sistemare i bilanci saltati con l’arrivo di Ronaldo, per non parlare del resto, fino agli algoritmi di Comolli.
Giovanni Carnevali dovrà rimettere posto i bilanci magari vendendo giocatori che possono portare plusvalenze (non Ildiz) e ricostituendo una squadra fatta in gran parte da italiani e da prospetti interessanti e funzionali al gioco di Spalletti. Fra i due c’è intesa, sono uomini di calcio, e l’incontro a Forte dei Marmi è stato positivo. I nomi che circolano sono i soliti, dal Dibu Martinez a Sorloth e Frattesi, ma con Carnevali aspettiamoci sorprese del tipo Muharemovic o Lucumi per la difesa, Ndour per il centrocampo, ma anche altri. Le squadre le sa costruire.
E ci potrebbe essere un riavvicinamento anche con Vlahovic. Come sempre sostenuto, è meglio trovare un accordo con il serbo che andare a comprare un attaccante nuovo. Uno del suo valore costa comunque dai quaranta milioni in sù. E poi l’ingaggio alto va pagato anche a lui. Con Comolli era rottura, non si prendevano. L’arte della diplomazia di Carnevali può far ripartire il discorso.
L’Inter è sempre sulle sue posizioni, da Jones a Palestra si aspettano gli incastri giusti.
Nel frattempo però Marotta ha incontrato Florentino Perez che ha diversi campioni in esubero, alcuni non adatti al calcio di Mourinho. L’idea è la solita, riuscire a dirottare Nico Paz da Como a Milano, ma le difficoltà non sono poche, ammesso e non concesso che il Real decida di prestarlo ancora. E allora il discorso è andato su altri giocatori a cominciare da quel Mastantuono, classe 2007, che ha giocato poco e all’Inter potrebbe portare estro e velocità alla manovra offensiva. Vedremo, ma sono tanti i giocatori nel taccuino dei due club amici e dei due presidenti che si stimano.
Dagli Usa, intanto, rimbalza l’ennesimo no alle voci di vendita della Fiorentina. Paratici è a New York da una settimana, tanto tempo, troppo, per un vertice con la famiglia Commisso per mettere le basi per il rilancio e programmare il mercato. Qualcuno ha ipotizzato che un incontro fra Daniel Levy, ex proprietario del Tottenham e lo stesso Paratici, fosse un primo contatto per parlare del futuro della società viola. Per gli interessati invece sarebbe stata solo un’occasione per rivedersi, la Fiorentina non è sul mercato.
Il tempo saprà dire come stanno realmente le cose…






