La Top 11 del Girone A di Serie C: Marino dà lezione di dignità sportiva
E’ andata in archivio la 34^ giornata nel Girone A di Serie C. Questi i risultati:
Lumezzane-AlbinoLeffe 1-1
Ospitaletto-Giana Erminio 3-2
Alcione Milano-Pro Vercelli 1-1
Dolomiti Bellunesi-Arzignano Valchiampo 1-2
Pergolettese-Pro Patria 2-1
Renate-Novara 3-1
Triestina-Virtus Verona 5-0
Vicenza-Brescia 1-1
Cittadella-Lecco 2-1
Inter-Trento 8/04
Di seguito la TOP 11 di TuttoMercatoWeb.com che opta per il 3-4-3:
Gori (Union Brescia): stadio in festa e avversario da tempo matematicamente promosso, eppure sul campo è partita vera e la sua buona prestazione consente di portare a casa un punto comunque prezioso. Para un rigore a Carraro e questo gli vale un voto alto in pagella.
Bernardi (Arzignano): classico movimento alle spalle dell’avversario e colpo di testa vincente da distanza ravvicinata che consente agli ospiti di pareggiare dopo lo svantaggio targato Cossalter. Episodio che ha cambiato l’inerzia del match soprattutto dal punto di vista psicologico.
Miculi (Alcione Milano): Comi segna soltanto su rigore e a tempo scaduto, va rimarcata dunque la prestazione del centrale difensivo che lo ha contenuto benissimo tenendo botta egregiamente nel gioco aereo. Il tandem con Pirola funziona alla perfezione.
Tonetto (Triestina): anzitutto un plauso a tutta la squadra: vincere 5-0, giocando un gran calcio, pur essendo già retrocessi fa onore al gruppo e all’allenatore. Bravo anche il difensore, attentissimo su Cernigoi e propositivo in impostazione.
Bonetti (Renate): è un prodotto scuola Juventus e, non a caso, è uno dei giocatori più tecnici della rosa. Il classe 2003 si inventa da solo il gol del 3-1, con pallone sradicato dai piedi di Di Cosmo e un’azione personale che si conclude con un tiro perfetto e imparabile. Meritato il travolgente abbraccio dei compagni, sarà uno degli osservati speciali negli spareggi promozione.
Careccia (Pergolettese): Pro Patria in crisi, ma comunque protagonista di una buona prova. Vittoria dunque non scontata per i padroni di casa, trascinati dal centrocampista che sblocca lo 0-0 con un tiro potente e preciso da distanza favorevole. Poco dopo sfiora il raddoppio, ma Schirò si immola e salva la propria porta.
Rada (Vicenza): i biancorossi proprio non vogliono saperne di staccare la spina e di perdere punti per strada. Era tutto pronto per la grande festa, eppure la formazione di Gallo ha onorato l’impegno col Brescia fermandolo sull’1-1. Gran gol da parte del centrocampista, un sinistro chirurgico favorito anche dalla bella giocata di Sandon.
Lamesta (UnionBrescia): fa una gran bella figura a cospetto della capolista, lui che è tra i pochi calciatori in categoria a are davvero la differenza quando in giornata. Da una sua super giocata nasce la rete del provvisorio 0-1 di Crespi.
Rabbi (Cittadella): è vero che il gol nasce da una mischia furibonda e le colpe del Lecco sono superiori ai suoi meriti, ma fino a quel momento era stato il più pericoloso e avrebbe meritato la rete già nella prima frazione. Un attaccante che tutte le difese avversarie dovranno seguire con attenzione in ottica spareggi.
Vertainen (Triestina): è vero che sul gol è un pochino fortunato, ma il destino lo ha ripagato del grande lavoro svolto su tutto il fronte offensivo. Una mina vagante imprendibile per la difesa della Virtus Verona, letteralmente travolta dalle sue eccellenti giocate. Migliore in campo.
Gobbi (Ospitaletto): difesa della Giana Erminio totalmente ferma su un fallo laterale a sfavore, l’attaccante – incredulo –ha tutto il tempo per stoppare il pallone e piazzarlo all’angolino con un destro di rara precisione. Poco dopo concede il bis su calcio di rigore.
Geppino Marino (Triestina): “Vogliamo dimostrare che sul campo ci saremmo salvati” il diktat di tutti i tesserati biancorossi e il 5-0 sulla Virtus Verona alimenta il rammarico per ciò che poteva essere in una situazione di normalità. E ancora oggi non si spiega il suo pregresso esonero. Bravissimo a tenere alta la concentrazione e a gestire il gruppo trasmettendo motivazioni malgrado la retrocessione in D.











