Lichtsteiner: "Fidatevi, Spalletti metterà a posto la Juventus e la riporterà in Champions"
Stephan Lichtsteiner, allenatore del Basilea, ha preso la parola in zona mista dopo il pareggio in amichevole contro la Juventus. Di seguito le sue dichiarazioni raccolte da TMW sia sul match sia sul suo passato bianconero.
Le parole di mister Lichtsteiner
"Mi è piaciuta la solidità in fase difensiva della mia squadra. È vero che in due occasioni abbiamo dovuto rimediare a un grosso errore individuale, però ho visto un Basilea che ha lavorato insieme, che ha cercato di muoversi da squadra. Questo è stato molto positivo. In fase offensiva abbiamo creato qualcosa, magari con un po’ troppo rispetto quando avevamo la palla. Ci è mancato un po’ di coraggio, ma nel complesso è stata una partita fatta abbastanza bene".
Su come ha visto la Juve: "Per me è difficile valutare la Juventus perché devo concentrarmi sul Basilea. Sinceramente penso che, dopo tre o quattro giorni di preparazione, non sia semplice affrontare una squadra che lavora già da quattro settimane, davanti a 25.000 persone. Comunque anche loro hanno creato, hanno avuto le loro opportunità. È stata una buona partita".
Sulla nuova Juve di Spalletti: "Per me, da lontano, è molto difficile valutare la situazione o dare consigli. Alla Juventus, però, c’è Luciano Spalletti, che è un uomo più che capace: è un ottimo allenatore, uno dei più forti. Sono sicuro che metterà tutto a posto per riportare la Juventus in Champions League il prossimo anno. Ho tanta fiducia in lui. Per quanto riguarda l’accoglienza dei tifosi, sono felicissimo. Tornare dopo sette anni e ricevere questo affetto, dopo tutti i successi vissuti insieme, mi rende molto contento".
Sul suo ricordo più bello con la maglia bianconera: "Di ricordi belli ce ne sono tanti. Quello che però mi fa ancora molto male sono le due finali di Champions League perse: sono le due cose che rimpiango di più. Se invece devo scegliere il ricordo più bello, dico tutti gli Scudetti vinti".
Se la nuova Juve ha voglia di tornare a vincere come in passato: "Ovvio, quando indossi questa maglia devi vincere. Questa è la pressione della Juventus. Noi abbiamo vissuto un’epoca molto importante, poi ci sono anche periodi più difficili. Ma sono sicuro che prima o poi la Juventus tornerà ai grandi livelli".
Sul suo possibile ritorno alla Juve da allenatore: "Adesso c’è mister Spalletti e, come ho detto prima, è uno dei più forti in circolazione. Quindi gli faccio un grande in bocca al lupo".
Su chi l'ha colpito della Juve: "È difficile dirlo perché dopo 45 minuti hanno cambiato metà squadra. A me piacciono molto i difensori e mi è piaciuto anche Locatelli. La Juventus è un’ottima squadra e secondo me farà molto bene".
Sul paragone tra la sua Juve e questa: "È difficile fare un paragone. Ovvio che con Pirlo, Buffon e Del Piero c’erano dei pilastri importantissimi, che oggi magari non si vedono ancora. Per un nuovo arrivato era fondamentale poter imparare da campioni di quel livello. Adesso questi giocatori non ci sono più e, secondo me, la Juventus dovrà ricostruire anche quel tipo di leadership".
Se ha preso qualcosa da Allegri o Conte come allenatore: "Ovvio, qualcosa si prende sempre. Però alla fine provo a trovare il mio modo di allenare. Anche la mentalità è diversa: non puoi lavorare in Svizzera come lavori in Italia. Qui abbiamo un ottimo gruppo, molto giovane. La difficoltà è che facciamo crescere tanti ragazzi e, quando arrivano le offerte, vanno via. Il mercato è ancora aperto e da qui a un mese possono cambiare tante cose. Per un allenatore non è semplice. Però oggi si è vista una squadra capace di creare gioco anche contro la Juventus e voglio continuare a migliorarla".
Se fa correre i suoi giocatori come faceva Conte: "No, no… Ovvio che bisogna correre, la preparazione è importante. Ma noi giochiamo una volta a settimana e il giocatore deve capire che il calcio non è solo divertimento: bisogna anche faticare. Però lavoriamo molto con il pallone, perché vogliamo essere una squadra che gioca".
Sul Mondiale della sua Svizzera: "Grandissimo. La Svizzera arriva spesso lontano nelle competizioni, tante volte siamo usciti ai rigori. Anche contro l’Argentina siamo andati vicinissimi all’impresa. Poi sono i dettagli a decidere le partite. Anche questo fa parte della crescita".
Se vedrebbe Andrea Pirlo come ct dell'Italia: "Sì, sì, ovvio. Conosco Andrea e credo che abbia tutte le qualità. Sono sicurissimo che l’Italia tornerà grande".
Guarda in calce il video dell'intervista di TMW






