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Lichtsteiner ritrova la Juve: "Quelle due finali di Champions perse fanno ancora male"

Lichtsteiner ritrova la Juve: "Quelle due finali di Champions perse fanno ancora male" TUTTOmercatoWEB
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Giacomo Iacobellis
autore
Giacomo Iacobellis
ieri alle 21:04Serie A
L'attuale tecnico del Basilea è intervenuto in zona mista dopo il pari in amichevole contro la sua ex squadra da giocatore.

Stephan Lichtsteiner, attuale allenatore del Basilea, è intervenuto in zona mista dopo il pareggio con la Juventus per 0-0, ricordando anche i suoi anni d'oro in maglia bianconera. Di seguito le sue dichiarazioni raccolte da TMW.

Il ricordo di mister Lichtsteiner

"Di ricordi belli ce ne sono tanti. Quello che però mi fa ancora molto male sono le due finali di Champions League perse: sono le due cose che rimpiango di più. Se invece devo scegliere il ricordo più bello, dico tutti gli Scudetti vinti".

Se la nuova Juve ha voglia di tornare a vincere come in passato: "Ovvio, quando indossi questa maglia devi vincere. Questa è la pressione della Juventus. Noi abbiamo vissuto un’epoca molto importante, poi ci sono anche periodi più difficili. Ma sono sicuro che prima o poi la Juventus tornerà ai grandi livelli".

Sul suo possibile ritorno alla Juve da allenatore: "Adesso c’è mister Spalletti e, come ho detto prima, è uno dei più forti in circolazione. Quindi gli faccio un grande in bocca al lupo".

Sul paragone tra la sua Juve e questa: "È difficile fare un paragone. Ovvio che con Pirlo, Buffon e Del Piero c’erano dei pilastri importantissimi, che oggi magari non si vedono ancora. Per un nuovo arrivato era fondamentale poter imparare da campioni di quel livello. Adesso questi giocatori non ci sono più e, secondo me, la Juventus dovrà ricostruire anche quel tipo di leadership".

Se ha preso qualcosa da Allegri o Conte come allenatore: "Ovvio, qualcosa si prende sempre. Però alla fine provo a trovare il mio modo di allenare. Anche la mentalità è diversa: non puoi lavorare in Svizzera come lavori in Italia. Qui abbiamo un ottimo gruppo, molto giovane. La difficoltà è che facciamo crescere tanti ragazzi e, quando arrivano le offerte, vanno via. Il mercato è ancora aperto e da qui a un mese possono cambiare tante cose. Per un allenatore non è semplice. Però oggi si è vista una squadra capace di creare gioco anche contro la Juventus e voglio continuare a migliorarla".

Se fa correre i suoi giocatori come faceva Conte: "No, no… Ovvio che bisogna correre, la preparazione è importante. Ma noi giochiamo una volta a settimana e il giocatore deve capire che il calcio non è solo divertimento: bisogna anche faticare. Però lavoriamo molto con il pallone, perché vogliamo essere una squadra che gioca".

Guarda in calce il video dell'intervista di TMW

Fonte Camillo Demichelis
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