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Origi: "Essere al Milan è un onore, voglio essere decisivo. Lukaku? Sarà bello affrontarlo"

LIVE TMW - Origi: "Essere al Milan è un onore, voglio essere decisivo. Lukaku? Sarà bello affrontarlo"
© foto di Antonio Vitiello
giovedì 7 luglio 2022, 14:50Serie A
di Antonello Gioia

Si presenta oggi alla stampa il primo acquisto ufficiale della stagione 2022-2023 del Milan. Dalle 14:00 Divock Origi presienzerà nella sala stampa di Milanello per rispondere alle domande dei giornalisti presenti: segui tutte le dichiarazioni del nuovo attaccante rossonero con il live testuale su TMW.

14:10 | Comincia ora la conferenza stampa di presentazione di Divock Origi.

Sono presenti in sala anche Paolo Maldini, direttore dell'area tecnica del Club, e Ricky Massara, direttore sportivo.

Quali vibes hai sentito lo scorso 7 dicembre in Liverpool-Milan a San Siro?
"Ho sentito tante vibes, ho sentito la storia, la cultura, l'entusiasmo che ci circondava, compresi noi che abbiamo avuto l'onore e il privilegio di giocarci. Ha fatto la storia del Club. È un piacere giocare a calcio in quello stadio mitico. Quando il Milan ha segnato, lo stadio ha spinto ed è bellissimo sentire questo allineamento tra tifosi e squadra. È anche questo che fa grande un Club".

Hai segnato tanti gol decisivi, un po' come Giroud...
"Ho seguito il campionato italiano e l'anno scorso è stata una stagione speciale. Io so che Giroud ha segnato gol importanti, come contro l'Inter. Sono tutti gesti che fanno parte di un processo; noi come attaccanti dobbiamo dare sempre il colpo decisivo, ma per farlo servono allenamento, serietà, concentrazione, capacità di recupero... È questo il bello del calcio, perchè prima o poi, se hai continuità nella preparazione, qualcosa succede. Ed è quello che io mi prefiggi di fare".

Perché hai scelto il Milan?
"Verso la fine della stagione ho avuto dei contatti, ma dovevo finire la stagione col Liverpool. Qui c'è un progetto speciale, l'ho condiviso totalmente, e la legacy dell'AC Milan, la sua storia speciale sono per me ideali per la mia mentalità. Per me è un onore farne parte. Questo Club ha un'eredità che tramanda di generazione in generazione. Poter portare le mie qualità al servizio del gruppo è un onore".

C'è qualche giocatore del passato rossonero che hai particolarmente apprezzato?
"Ci sono troppi giocatori forti: Van Basten, Shevchenko, Inzaghi... Sono tutti giocatori che fanno parte della cultura di questo Club. Io devo imparare da loro, facendo però il mio percorso. Si può prendere ispirazione da qualsiasi grande campione, non solo attaccanti o non solo calciatori... Il mio obiettivo è sempre quello di migliorarmi".

Sei passato alla storia per i gol al Barcellona e al Tottenham in Champions... Lo potrai fare anche nel Milan?
"Voglio essere importante e decisivo per la squadra. Io sono concentrato nel percorso e nella continuità: voglio essere consistente in ogni partita, in ogni allenamento, voglio condividere con i tifosi tante sensazioni. Non sappiamo quando verranno questi momenti belli - e questo è il bello del calcio -, ma l'obiettivo è quello di condividere questi momenti con i tifosi".

Quanto è stato importante parlare con Maldini e Massara?
"È stato decisivo. Maldini è il calciatore che fa parte della hall of fame. Lh' sempre seguito ed è un grande esempio per me. Maldini e Massara hanno costruito un qualcosa di fantastico, lo si nota dall'esterno e dall'interno con l'atmosfera che si vive tutti i giorni in società e nella squadra. Sono molto grato a loro: capisco quanto siano importanti le fondamenta che Maldini e Massara hanno costruito; sono molto onorato di avere questi manager che con la loro passione mi consentiranno di esprimermi al meglio".

Come stai?
"Forse dall'esterno è parsa questa storia degli infortuni, ma nel Liverpool ho scritto la storia sul campo; gli infortuni mi sono serviti per conoscere meglio il mio corpo e tornare più forte di prima. Mi sento benissimo, sono molto felice e molto contento, fisicamente sento di aver il massimo dominio del corpo, preparato mentalmente e spiritualmente per questa nuova avventura".

C'è un segreto grazie al quale segni così tanti gol nei derby?
"Preparasi mentalmente. Sono partite speciali, io le amo, e sono voglioso di giocar il primo derby contro l'Inter... Ma sono tutte importanti: bisogna giocare tutte le partite sempre al massimo".

Quanto è lontano il calcio italiano dalla Premier League?
"Sono campionato differenti; ho giocato in Germania, in Francia e in Inghilterra e ci sono diversi modi di giocare. In Italia c'è molta tattica, è un calcio molto intelligente, molta qualità individuale e tante squadre competono per la vittoria. Forse in Inghilterra ci sia più fisicità e forse il calcio italiano può insegnarmi altro, dando io il mio contributo".

Che cosa rappresenta per te questa tappa al Milan?
"Sono veramente grato per questa opportunità. Devi dare il meglio di te stesso, essendo migliore di quando sei arrivato: essere qui al Milan, far parte della storia di questo Club, mi dà voglia di dare il massimo per i tifosi e per la squadra. Spero di regalare le vittorie che i tifosi vogliono".

Hai già avuto modo di parlare con Pioli?
"Mi piacciono tutti i compagni, sono stato accolto benissimo. Sono felice. Ho avuto un dialogo con Pioli per prendere confidenza, voglio tenere la riservatezza dei nostri contatti, ma abbiamo tanto entusiasmo e tante ambizioni. Mi aspetto tanto da me stesso, sono molto ambizioso. In squadra si percepisce grande unione e grande passione, si vede il grande lavoro che ha fatto il mister".

Un messaggio a Lukaku e ai dirigenti che qui ti ascoltano: perché prendere De Ketelaere?
"Su De Ketelaere non posso dire nulla. Lukaku è un grande giocatore, ho avuto modo di giocare contro di lui e mi piace sempre affrontare grandi giocatori; bello essere in Serie A con tanti giocatori con queste qualità. Sarà bello giocare contro di lui".

Hai avuto un grande rapporto con Klopp. Cosa ti aspetti da quello con Pioli?
"Sono molto contento della mia esperienza con il Liverpool, piena di grandi emozioni. Sono però pronto ad aprirne un'altra e anzi: sono ansioso di cominciare questa avventura. È molto importante dare il meglio di sé; questo poi ti aiuta anche nei rapporti. Ho imparato che il coach lo chiamate mister in italiano...".

Il primo bomber del Milan è stato un belga degli anni '20. Vorresti essere ricordato come l'erede di Louis Van Hege, che segnò 93 gol in 87 partite?
"Grazie per questa lezione di storia del calcio, lo guarderò perché mi interessa sempre molto conoscerla. Mi piacerebbe fare questa promessa, ma una promessa più realistica è dare il massimo di me stesso. Il bello del calcio è che non sappiamo ciò che avverrà domani e i tifosi ci seguono anche per questa particolare magia".

14:50 | Termina qui la conferenza stampa di presentazione di Divock Origi.