Luca e Zinedine, l'impronta Zidane sul Mondiale. Anche se è andata meglio al padre
Luca era in campo, Zinedine in tribuna. Nella partita fra Argentina e Algeria, a Kansas City, c'era anche un osservatore speciale. Si tratta dell'ex allenatore del Real Madrid, nonché stella della Francia. Numero dieci, campione del Mondo nel 1998, secondo a Germania 2006, quando lasciò con la testata a Materazzi. Possibilmente è il prossimo allenatore della nazionale francese, dipenderà da quello che farà Didier Deschamps, ma per non mettergli troppa pressione era guardare suo figlio, portiere dell'Algeria.
Non è andata benissimo. Gara ampiamente insufficiente e tre gol presi da Lionel Messi. Probabilmente entrerà nella storia dalla parte sbagliata, a ventotto anni dalla sua nascita, perché Messi riesce a eguagliare Miro Klose in vetta ai cannonieri Mondiali con la tripletta, firmando il suo sedicesimo gol con un tiro a giro dove lì, sì, era incolpevole.
Non si tratta di un record. Perché prima di lui c'era riuscito Mazinho, ex centrocampista del Brasile con un passato anche in Italia. Dove è nato suo figlio Thiago che, però, ha scelto la nazionalità spagnolo per giocare il Mondiale. Quindi gli Zidane sono il secondo caso di padre e figlio che giocano con due nazionalità differenti. Certo, per ora è andata decisamente meglio al padre, per quello che si è potuto vedere ieri.






