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Malagò: "Obiettivi chiari, vedremo se riusciremo a raggiungerli". Poi parla di scommesse

Malagò: "Obiettivi chiari, vedremo se riusciremo a raggiungerli". Poi parla di scommesse TUTTOmercatoWEB
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Alessio Del Lungo
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Alessio Del Lungo
Oggi alle 11:31Serie A
Il nuovo presidente della FIGC suggerisce una delle tante soluzioni al problema degli introiti nel sistema calcio: "Servono soldi dalle scommesse".

Giovanni Malagò, presidente della FIGC, ha preso la parola durante la sua audizione in VII Commissione al Senato sul DDL di Riforma del Calcio, parlando così: "Ci sarà una certa riduzione del monte dei diritti tv con il prossimo bando della Serie A. Tutti abbiamo le nostre colpe, anche la Serie A avrà le sue, ma il contesto congiunturale mondiale, anche della stessa famosissima Premier League, ha aumentato moltissimo i ricavi. Questo però non riguarda certo il mercato interno perché c’è una dinamica di saturazione e concorrenza di altre emittenti su altre discipline per cui gli spettatori sono sempre quelli. Con la Nazionale abbiamo molto chiari gli obiettivi, poi vediamo se riusciamo a raggiungerli".

Tema scommesse

Malagò si è pronunciato anche sulla possibilità che i concessionari delle reti di scommesse versino una percentuale di quelle che si fanno sul calcio al sistema: "Questo sistemerebbe tutto e darebbe tranquillità. Il senatore Marcheschi (primo firmatario del ddl, ndr) tocca perfettamente il tema e indica una percentuale del 2%, che è sempre stata suggerita da chi mi ha preceduto, che deve essere riconosciuta dai concessionari. Sul testo i soggetti sarebbero ‘Ex Tototcalcio’. Questo va rivisto perché in questi anni ci sono state molte evoluzioni. Oggi ci sono dinamiche di reti di concessionari che non sono Totocalcio, ma hanno scommesse importanti nel mondo del calcio. Non esiste in quasi nessuna parte al mondo che se c’è un incontro di taekwondo, su cui ci sono scommesse, i protagonisti di quell’incontro non prendano un euro di tutte le scommesse su di loro. Si può dire di non darli direttamente al protagonista, ma a favore di un sistema, questo sì, perché quella società deve investire in qualche modo, in infrastrutture, impianti, vivai… Magari ci fosse un piano Marshall per le infrastrutture, lo dicevo già da presidente del CONI".

La pirateria

C'è anche un fondo antipirateria, alimentato dalle sanzioni dell'Agcom, che Malagò sostiene vengano destinati al sistema calcio: "Nel testo del ddl viene proposto che il 10% di questo fondo sia destinato alla valorizzazione dei settori giovanili, certo non per comprare l’ennesimo giocatore, magari straniero. Bello. Ma visto che questi sono fondi che vengono detratti al nostro sistema, una volta che si entra in questo ordine di idee, secondo me questa percentuale non dico debba essere al 100%, ma non ho capito perché, una volta ‘requisiti’ questi fondi, qualcun altro debba beneficiarne e non debbano andare quasi per intero al sistema calcio. Ci si può legare anche qualche situazione che riguardi il sociale, per evitare la reiterazione del reato".

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