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Maximiliano Pellegrino: "Atalanta-Juve decisiva per la Champions. Palladino? Ambizioso come Gasp"

Maximiliano Pellegrino: "Atalanta-Juve decisiva per la Champions. Palladino? Ambizioso come Gasp"TUTTO mercato WEB
© foto di Alessandro Pizzuti
Oggi alle 08:30Serie A
Filippo Davide Di Santo

Sabato ci sarà Atalanta-Juve, e la Dea ha ancora l'opportunità di poter agguantare il5° posto in classifica. In esclusiva ai microfoni di TuttoMercatoWeb, ha parlato l'ex difensore nerazzurro Maximiliano Pellegrino: tra il momento di entrambe le squadre e anche qualche ricordo nerazzurro.

Come giudica questa Atalanta del “dopo Gasperini”?
“Nel primo periodo l’Atalanta ha riscontrato qualche difficoltà, ma Palladino è riuscito a prenderla in corsa portandola a lottare per grandi obiettivi proprio come Gasperini. Ora la Dea sta puntando per entrare in Europa League. I ragazzi sono motivati”.

Palladino sta facendo un grande lavoro: può ancora sperare nella Champions?
“La speranza deve esserci sempre per l’Atalanta. La Champions è lontana però i nerazzurri devono continuare a lottare fino all’ultima giornata, e contro la Juve sarà decisiva. Staremo a vedere: per i bergamaschi entrare in Coppa dei Campioni è importante”.

Secondo lei chi è il trascinatore di questa Atalanta?
“Mi piace molto De Ketelaere. Charles è un giocatore con tanta qualità e risulta sempre tra i più pericolosi in area di rigore. Lui è il motore offensivo della squadra, e l’Atalanta si appoggia molto su di lui visto il suo grande contributo”.

Giusto dire che De Ketelaere abbia compensato la cessione di Lookman?
“Assolutamente si. Vero che Lookman è stato un giocatore impressionante a Bergamo, dove ha vinto anche l’Europa League. Tuttavia De Ketelaere è un grande uomo squadra: determinante per questa Atalanta”.

In che giocatore si rivede guardando l’attuale difesa atalantina?
“Difficile fare paragoni, sono cambiate tante cose. La mia esperienza nel calcio italiano è stato molto formativa soprattutto dal punto di vista tattico. L’Atalanta comunque ha grandissimi difensori, e mi fa piacere vederla in alto: prima si lottava per non retrocedere, ora lotta per l’Europa”.

Parlando della Juventus, come giudica il lavoro di Spalletti?
“Credo che Spalletti stia facendo bene. Luciano mi piace come allenatore, dimostrando di essere all’altezza di una piazza come quella della Juventus. Forse manca un po’ di continuità sotto il profilo delle vittorie, però ha perso poche partite. Tuttavia sarà difficile per la Juve affrontare l’Atalanta”.

Yildiz può essere definito il numero 10 juventino più forte degli ultimi anni?
“Lui è un grandissimo giocatore che sta facendo cose impressionanti. Non sono d’accordo però sul fare paragoni con certi giocatori tipo Del Piero. Yildiz ha comunque potenziale e continuerà a portare soddisfazioni alla Juventus”.

Atalanta-Juve vuol dire anche Koopmeiners: perché il ragazzo non si è ripetuto come a Bergamo?
“Il calcio non è facile. Tutto dipende dal contesto e dai dettagli: per esempio l’ambiante. Molte volte si giudica il calciatore dando per scontato certe cose. Se hai una squadra forte al tuo fianco e che ti da fiducia, riesci a fare la differenza. Penso che Koopmeiners abbia riscontrato difficoltà su questo aspetto”.

Parlando del suo passato, cosa ricorda del goal che ha siglato contro la Juve nel 2009?
“Una partita combattuta che finì 2-2. Abbiamo avuto grandissima intensità contro una squadra che aveva moltissimi campioni: mi ricordo su tutti Del Piero e Nedved. Un bel ricordo perché non capita tutti i giorni di segnare alla Juve: fu una grandissima soddisfazione per me”.

Che ricordo ha dei suoi tre anni a Bergamo?
“Un ricordo bellissimo perché sono stato molto bene: nutro grande affetto per i bergamaschi e tutta la gente che lavora per l’Atalanta. Molte volte ritorno a Bergamo perché sono stato felice, anche perché era collegato ad un periodo dove il calcio italiano aveva grandissimi campioni. Solo ricordi emozionanti”.

Che mister erano Antonio Conte e Gigi Delneri?
“Due grandi allenatori sia ambiziosi che capaci. Gigi lavorava molto sulla fase difensiva, e noi difensori lavoravamo tanto per essere sempre al centro del gioco. Antonio era un mister che ci faceva lavorare molto sui dettagli. Ho avuto la fortuna di essere allenato da questi due grandi mister all’Atalanta”.

Cosa è mancato per andare in Coppa UEFA?
“Non era facile entrare in Europa. Come ho detto prima, la Serie A aveva delle squadre competitive che lottavano per andare in Coppa UEFA. Noi abbiamo fatto delle buonissime annate dove anche noi avevamo grandissimi calciatori, ma non eravamo ai livelli delle big”.

Cosa ricorda di quell’Atalanta-Bologna del 2010 pieno di polemiche?
“Il 2010 fu una stagione difficile per me: giocai poco e ci furono dei problemi. Di quella gara mi ricordo che ci avevano fischiato un rigore inesistente. Visto che giocavo poco, vivevo ogni minuto con intensità perché sono abituato a dare tutto, però peccavo molto sulla continuità. Affrontando quel contesto dove ci stavamo giocando la salvezza era difficile essere tranquilli: l’arbitro aveva sbagliato, ma anche io ho delle responsabilità. È andata così, ma nonostante ciò l’Atalanta si è ripresa e sono contento di questo”.

Che gara si aspetta sabato tra Atalanta e Juventus?
“Mi aspetto una grande gara. Il desiderio è vedere sempre l’Atalanta in alto perché nutro grande affetto per la città e per il club. Mi aspetto una Dea che faccia una buona gara nonostante il potenziale della Juventus: una grande gara dove secondo me i nerazzurri faranno risultato”.

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