Olivera e il traffico a Napoli: "Come andare contromano in rotonda. All'inizio mi incavolavo"
Mathias Olivera, difensore del Napoli, nelle scorse ore ha rilasciato una lunga intervista a Por La Camiseta, podcast dell'influencer uruguaiano Rafa Cotelo. Nel corso della chiacchierata, c'è stato modo per il calciatore anche di raccontare le sue difficoltà nell'inserirsi nel contesto urbano del capoluogo campano… quando deve mettersi al volante.
A proposito del caos nel traffico di Napoli, ha infatti dichiarato Olivera: "Sì, la verità è che è davvero complicato guidare in questa città. Devi abituarti, è come fare una rotonda contromano e a loro non importa niente. I primi mesi mi incavolavo, dicevo: ma cosa stanno facendo? Sono tutti matti? Non rispettano nulla, non ci sono semafori, non ci sono strisce. Ma vanno, vanno avanti. Non capisco quale sia la logica, perché da noi in Uruguay se fai una mancanza chiedi scusa. Qui invece suonano il clacson, litigano, discutono. E per di più buona parte della città ha vicoli strettissimi, strettissimi, dove non ci passa neanche un'auto".
Ci sono però anche degli aspetti che Olivera apprezza e non poco della vita a Napoli, come per esempio la costiera: "In piena estate nel weekend è più complicato, ma io cerco spesso di andarci la mattina con il cane, le mie figlie, la mia ragazza, a camminare, a prenderci un mate. È meraviglioso". E poi c'è anche il senso di una città intera tutta a tifare Napoli: "Sì, esatto. Qui lo vivono tutti, dalla persona più piccola alla signora più anziana. Ti conoscono e vivono il calcio in modo diverso".
In conclusione, da sudamericano, impossibile per Olivera non spendere anche qualche parola sul mito di Maradona a Napoli: "Lo è ancora dopo tanti anni. Ha dato moltissimo al club. È come un mito vivente. Dalla persona più anziana che l'ha visto giocare fino ai più giovani, se lo tramandano. E poi al Napoli c'è una statua, quindi è continuamente presente".











