Torino: predestinato ma solo due volte in doppia cifra. Per Sanabria sarà la volta buona?

Quando era nelle giovanili del Barcellona, gli aggettivi si sprecavano. Antonio Tony Sanabria sembrava già pronto per finire sulla scia dei grandi attaccanti passati dal Barça B alla prima squadra in un lampo, con l'idea di diventare uno dei migliori d'Europa. Invece il paraguagio non è riuscito a fare il salto, quello che tutti si aspettavano. Sarà perché è finito presto in Serie A, campionato storicamente molto difficile per chi arriva da fuori e, soprattutto, è ancora un teenager.
Eppure è nel ristretto club di chi è andato in doppia cifra a meno di 20 anni. Lo ha fatto con lo Sporting Gijon, non una squadra abituata a dominare le scene: undici reti dopo le esperienze a Sassuolo e Roma - 4 presenze in totale in due stagioni - e tantissimi soldi spesi dai giallorossi per acquistarlo. Ritorno in Spagna al Betis di Siviglia, dove rimane due anni e mezzo prima del Genoa, che gli dà il gravoso compito di sostituire un Piatek versione Mondiale nei primi mesi del 2021.
Altro giro al Betis, poi al Torino. La carriera di Sanabria non è mai sbocciata come qualcuno avrebbe pensato, sebbene in granata abbia siglato il proprio record personale di reti in una stagione, dodici, per un totale di 30 in 137 partite di campionato. Un po' poco. Con la Cremonese è chiamato a essere l'attaccante principe: zero gol in due partite ma due buone prestazioni che fanno ben sperare. Anche perché gli anni sono passati e Sanabria il prossimo anno ne avrà trenta.
