La nuova vita a stelle e strisce di Lisa Boattin: "Pressing e tanta corsa, ma che gioia essere qui"

Dalla Juventus agli Stati Uniti, Lisa Boattin ha firmato con gli Houston Dush. La calciatrice azzurra racconta questa nuova avventura nel corso di una lunga intervista concessa a Tuttosport: "Dopo otto anni ritrovarmi con un’altra maglia e anche in un altro Paese è stato molto forte, ma sono stata accolta in un ambiente positivo e professionale dove mi sono sentita subito a mio agio"
La trattativa è stata molto veloce: che cosa l’ha convinta?
"Avevo appena concluso una stagione piuttosto complicata, a livello professionale e anche extracalcistico. Per questo quando è arrivata questa proposta ho pensato che fosse l’occasione giusta. Mi sono detta: “Ho bisogno di qualcosa di nuovo”. L’opportunità di fare un’esperienza, di vita e di calcio, in un campionato come la Nwsl poi ha fatto il resto".
In campo cosa l’ha colpita?
"L’altissima intensità. Si corre tanto e la richiesta è sempre il pressing alto, costante. E poi la qualità della squadra: siamo quart’ultime, ma questo è un campionato apertissimo nel quale si può davvero vincere e perdere con chiunque".
Quanto manca al suo esordio?
"Spero poco, non vedo l’ora di poter contribuire mettendo a disposizione la mia qualità nella gestione della palla e dei momenti della gara e portando un po’ della cultura italiana a livello difensivo".
Intanto ha assistito alle prime due partite. Che emozione è stata?
"Un momento in cui mi sono trovata immersa in una realtà del tutto nuova: al di là di quanto sia pieno, lo stadio è uno stadio, l’abbraccio dei tifosi all’ingresso ti avvolge e ti fa sentire bene e poi ci sono i momenti, a partire dalla presentazione della partita, che rendono tutto un grande spettacolo. Qui la gente vive di questo sport, si percepisce la passione a prescindere dal fatto che in campo giochino uomini o donne. Questo tipo di cornice in Italia è ancora un orizzonte molto lontano purtroppo".
Come sono i tifosi americani con lei?
"Molto calorosi, qui amano tanto l’Italia, mi chiedono del mio Paese e provano a darmi il benvenuto nella mia lingua. L’altro giorno allo stadio c’erano i ragazzi dell’Academy della Juventus, tutti con la maglia bianconera, mi ha fatto effetto. Una bambina si è avvicinata e mi ha detto: “Tu per me sei un esempio perché hai giocato nella Juve e ora sei una giocatrice dei Dush”. È stato molto significativo".
A proposito di giocare e di grandi stadi. Il 28 settembre sfidate il Washington Spirit, la squadra di Cantore. Quanto sarà strano?
"Sarà molto strano, ma anche bellissimo. Se giocherò, spero di non marcarla (ride)!"
