Riecco l'Austria, 6 Mondiali dopo. Schopp: "Così Rangnick ha cambiato tutto"
L'Austria torna al Mondiale, 28 anni dopo (leggi qui la scheda dell'Austria su TMW): sarà la prima occasione e forse l'ultima per tante stelle di questa squadra come Marko Arnautovic e David Alaba. All'appuntamento l'Austria ci arriva con Ralf Rangnick alla guida, valutato anche dal Milan per il futuro. Una vecchia conoscenza del calcio italiano, Markus Schopp (ha militato nel Brescia da calciatore), ha parlato a TuttoMercatoWeb.com - in un ancora perfetto italiano - delle sue sensazioni a pochi giorni dal via della Nazionale che ha rappresentato per molti anni..
Come arriva l'Austria a questo Mondiale?
"Vedo una squadra importante che può fare qualcosa di speciale. Ci sono giocatori come Arnautovic e Alaba che hanno grande esperienza e sono alla loro ultima occasione in un Mondiale. C'è anche Sabitzer. Ci sono poi giocatori meno reclamizzati che hanno fatto un passo avanti".
Tipo?
"Laimer del Bayern e Seiwald del Lipsia. In tanti hanno fatto benissimo quest'anno. Peccato per Baumgartner, che si è infortunato. Posch ha fatto benissimo al Mainz, così come Danso al Tottenham soprattutto con De Zerbi. E in Nazionale hanno trovato uno come Rangnick".
Ora Rangnick è inseguito dal Milan. Ci spiega cosa ha portato all'Austria e cosa porterebbe in Italia?
"Leggo le notizie su di lui, vedremo cosa farà. Rangnick da quando ha cominciato con il Salisburgo ha iniziato un certo tipo di lavoro sia come tecnico che come dirigente che ha portato risultati ed è stato accolto dai giocatori, che hanno visto crescere le loro prospettive. Con l'Austria ha capito che anche in Nazionale poteva portare il suo calcio molto, molto intenso. Una cosa che ha fatto la differenza contro le squadre che l'Austria ha affrontato in queste qualificazioni. Rangnick ha insegnato a questa squadra a soffrire senza palla, a pressare in spazi molto stretti. Soprattutto le squadre che amano avere la palla fanno molta fatica contro di noi. L'Austria sa non far respirare l'avversario".
Il segreto della qualificazione centrata dopo 6 edizione è proprio Rangnick?
"Sicuramente. Da quando ha cominciato alla Red Bull ha iniziato questo tipo di lavoro che è stato accolto in maniera entusiastica da molti giocatori. Oggi anche gente esperta come Alaba si diverte con lui e migliora. E lui sa gestire il gruppo in maniera speciale, oltretutto. Tutti non vedono l'ora di andare in Nazionale a giocare da quando c'è lui".
L'Austria dove può arrivare?
"Tutte le squadre hanno qualità nel girone dell'Austria, anche la Giordania è tosta. La cosa che mi piace dell'Austria è che sa come affrontare le big che amano tenere la palla, attaccando gli spazi e togliendo respiro all'avversario. Al contempo però Rangnick ha insegnato anche come giocare contro le piccole, con un calcio molto intenso, diretto, con pochi tocchi negli ultimi 30 metri".
Come vedrebbe Alaba nel campionato italiano? Sembra sia stato proposto a Juventus, Inter e Milan.
"Alaba può giocare ovunque. Se si sente bene fisicamente, ha un carattere che fa la differenza all'interno dello spogliatoio. Sa come spingere tutti gli altri compagni di squadra quando gli altri soffrono la pressione. Ha giocato tanto ad alti livelli. Può ancora fare la differenza, soprattutto in un campionato come quello italiano dove l'esperienza aiuta molto".
Ha ancora da dire la sua a certi livelli?
"La sua forza è la testa. Se si sente al top, può ancora giocare ad alto livello, sì".
In particolare alla Juventus servirebbe inserire qualche leader in rosa.
"La Juventus negli ultimi anni ha fatto certe scelte. I bianconeri so che hanno l'obbligo di vincere sempre e Alaba è uno di quei giocatori che sa come si fa. Se si sente a posto fisicamente, può avere un impatto importante".
Arnautovic cosa rappresenta ancora oggi per l'Austria?
"Come Alaba anche lui è un giocatore che parteciperà per la prima ed ultima volta ad un Mondiale. Ha avuto un impatto sul calcio austriaco degli ultimi 15 anni molto, molto importante. E continua averlo. Sa gestire i momenti delle partite e come fare la differenza in certe partite. È fatto per questo, è forte con la testa. Non sembra nato per il calcio di Rangnick, che forse predilige le punte che corrono di più anche senza palla, ma il ct ha fatto bene a trovare un modo per sfruttare Arnautovic. Infatti Arnautovic ha fatto bene sempre da quando c'è lui, anche quando è stato chiamato a iniziare dalla panchina".
Che ricordo si porta dietro del Brescia?
"Brescia sarà sempre nel mio cuore. I 4 anni più belli della mia vita, durante i quali ho conosciuto tante persone speciali. Ancora oggi parlo speso con Edoardo Piovani, ogni mese. Anche parlandone con lui so bene che la squadra sta passando un periodo difficile in generale. Ma sono vicino al Brescia per questi playoff e spero tanto nella promozione. La città e la gente mi sono rimaste nel cuore e spero di vederle per le strade a festeggiare".











