Salcedo: "All'Inter non avevo consapevolezza. Devo tanto a Juric, spero in una chance in Serie A"
Eddie Salcedo oggi è un giocatore dell'OFI Creta, ma in passato è stato uno dei talenti su cui in Serie A avevano puntato, come spiega nell'intervista rilasciata a GianlucaDiMarzio.com: "Che effetto vi farebbe se oggi l’Inter spendesse dieci milioni per un ragazzino del 2010? Nel 2018 quel ragazzino ero io, e non ho avevo la giusta consapevolezza. Ho dato troppe cose per scontate: credevo che il mio talento sarebbe bastato ad arrivare in alto, vivevo come se tutto fosse dovuto. Quegli errori sono serviti: oggi ho una maturità diversa".
In Grecia ha vinto la coppa nazionale e si è tolto delle soddisfazioni: "Per festeggiare abbiamo girato tutta l’isola in pullman scoperto, ci saranno state centomila persone: gente che piangeva e che esultava come mai avevo visto prima. L’OFI mi ha fatto rinascere, finché sarò qui darò il massimo. So di poter tornare in Serie A e spero un giorno di avere una nuova chance".
Il debutto nella massima categoria italiana è arrivato a 15 anni: "Ero un bambino. Tre mesi prima ero a giocare le fasi finali con l’Under 16 e grazie a Juric mi sono ritrovato subito dopo in Serie A. Ho realizzato un sogno, è stato tutto bellissimo ma anche molto veloce. Alla lunga ho pagato, ma ero uno dei pochi giovani che giocava con continuità in Italia. Lo devo a Juric: non guarda la carta d’identità, se sei forte ti manda in campo. Allo Spezia ho perso fiducia, pensavo fosse il mio momento e invece ho smesso di giocare".
Infine parla anche della situazione del nostro calcio: "In Italia il talento non manca. Cosa c’è diverso in Grecia? Forse più coraggio: in Italia se mandano in campo un ragazzino e la squadra non gira, il ragazzino è il primo a essere tolto. Qui fanno il contrario: ai giovani forti serve dare fiducia, le prime partite servono a sbloccarsi e trovare continuità. Poi vedrete che il ragazzino sarà all’altezza











