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Gregucci: "Lazio, speranze flebili per la Champions. Ormai dipende dagli altri"

TMW RADIO - Gregucci: "Lazio, speranze flebili per la Champions. Ormai dipende dagli altri"
© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com
giovedì 13 maggio 2021 19:29Serie A
di Dimitri Conti

L'allenatore Angelo Gregucci ha parlato a Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini, iniziando dalle possibilità della Lazio di raggiungere la Champions: "Non tantissime, anche se sono di fede bianco-celeste da sempre. Qualche flebile speranza c'è ma il suo destino dipende dagli altri. Tra poco poi c'è un derby che a Roma è sempre una partita combattuta nonostante verrà a mancare l'aspetto coreografico più bello".

La Roma avrà motivazioni extra?
"Per la Lazio non sarà facile, considerate che la Roma ha ancora l'obiettivo minimo. La cosa che può condizionare è che oltre e giocare e vincere le proprie partite, il resto del destino non dipende dalla Lazio".

La Champions ha tolto qualche punto?
"Non penso. La Lazio e i suoi tifosi hanno sempre sognato di poter giocare un ottavo di Champions contro una squadra come il Bayern: più che handicap direi che anzi è stato un plus. Non ho visto grossi contraccolpi, hanno poi inanellato una serie importante. Il suo destino se l'è giocato più che altro a Firenze. In questo momento le altre hanno il muso davanti e per me venderanno cara la pelle. Anche alla Juventus servirà un grande finale di stagione per centrare la Champions. L'Atalanta invece continua a fare cose straordinarie".

Il Torino rischia contraccolpi dopo i sette gol di ieri?
"Lo vedo avvantaggiato a livello aritmetico, però. La scoppola di ieri è stata veramente sbalorditiva, comunque...".

Strana per una squadra di Nicola?
"Ha basato la rincorsa salvezza su questo spirito, sulla voglia di combattere e non mollare. Ieri ho visto una squadra fragile, anche nella lettura dei giocatori più esperti".

Il Benevento è quella che rischia di più?
"Sì. Lo Spezia potrebbe arrivare a coronare un grandissimo obiettivo: salvarsi per loro sarebbe un miracolo. Però il Benevento deve giocare, senza andare a sensazioni. Certo, i più indiziati sono loro".

Contento per la promozione della Salernitana?
"Contentissimo, Salerno si merita questo. Hanno un popolo appassionatissimo e molto attaccato alla propria squadra".

Complimenti anche a Castori.
"Parliamo di un combattente, ha un'idea chiara di calcio e la porta avanti da tantissimo tempo. Gli faccio i complimenti, è riuscito a sovvertire qualche giudizio, anche perché la Salernitana non è partita come papabile vincitrice. Nell'era Covid ha fatto la differenza saper passare i momenti difficili rendendoli più indolori possibile. Sono rimasti aggrappati alla classifica per essere poi premiati alla fine".

Chi è favorito per i playoff?
"Viene facile dire Lecce e Monza ma attenzione perché sono sempre un terno al lotto. Viviamo un'epoca particolare, devi prepararti il piano A, B e C. A volte la formazione te la fa il Covid, si va per esclusione. Di sicuro il Lecce e il Monza sono due squadre attrezzate".

La Reggiana è tornata subito in Lega Pro.
"Questo è un dispiacere, pensavo potessero lottare meglio per la salvezza. Hanno pagato anche un attimo d'inesperienza, oltre a essere stati fortemente penalizzati dal Covid, cosa che li ha costretti sempre a rincorrere. A dirigerla però ci sono persone serie, spero di rivederli in B".

Ha sentito Mancini in questi giorni?
"La mia sensazione è che sia un'occasione particolarissima per poter rompere un'egemonia e riappropriarci della storia. Non siamo favoriti ma siamo giovani, per questi ragazzi è la chance di dimostrare che sono all'altezza, soprattutto in manifestazioni internazionali. Provo invidia a vedere il Borussia Dortmund andare a giocarsi i quarti di Champions pieno di ragazzi nati dopo il 2000. Qualcosa deve cambiare per noi".

D'altronde nelle coppe europee è passato un certo messaggio.
"Per loro sarà l'opportunità che i club non gli hanno dato. La Nazionale potrebbe permettere ai nostri giovani di farsi largo... Penso al Bayern Monaco che ha Musiala, che gioca in Champions. Che invidia. Germania e Spagna in questo momento sono davanti a noi, inutile negarlo. Però i nostri giocatori possono farsi onore su un campo da calcio. Qualcuno però deve fare mea culpa, penso ad Haaland che due-tre anni fa già era in Champions League, ricordo che giocò anche a Napoli! Nessuno però se ne è accorto. Lo stesso Lewandowski anni fa col Lech Poznan che giocò a Udine... Il nostro movimento deve lavorare meglio".

Perché De Zerbi va ad allenare in Ucraina?
"Forse non ha altre opportunità. Non scarterei neanche quella dello Shakhtar come ipotesi: Fonseca viene da lì, hanno disponibilità economica e spesso fanno anche strada in Champions League".

Ma c'è da preoccuparsi come italiani?
"Se nessuno gli ha fatto un'offerta adeguata... Immagino abbia fatto un ragionamento profondo sul lasciare Sassuolo, che è vero essere una società mai arrivata in Champions ma che è società che ha sorretto la sua idea di calcio e l'ha fatto crescere. Avevano Scamacca e Raspadori: per valorizzarli entrambi ha fatto andare il primo a giocare e puntato fortemente sul secondo. Grazie a questo la sua società avrà un profitto molto, molto importante. Sa comunque di dover tanto al Sassuolo, penserà molto bene se lasciare o no, ma fisiologicamente se c'è la possibilità di fare la Champions con lo Shakhtar sarebbe una scelta che rispetterei".

Su Kokorin che ci dice?
"Ormai devi valutarlo il prossimo anno. Mi auguro che possa rimettersi a posto e che l'esperienza di questo periodo possa servirgli dov'è, cosa si fa e come ci si comporta in quel posto. La valutazione va legata all'anno futuro, quando avrà capito che il calcio in Russia non è così. Per chi viene da fuori è difficile capire il calcio italiano, ma se ha talento è tempo di farglielo vedere. Vive in una città meravigliosa come Firenze, gli voglio dire che lì potrebbe fare una gran carriera e vivere belle esperienze".

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