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Legrottaglie: “Giusta la seconda chance a Pirlo, capirà se può allenare la Juve”

TMW RADIO - Legrottaglie: “Giusta la seconda chance a Pirlo, capirà se può allenare la Juve”
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
mercoledì 31 marzo 2021 18:39Serie A
di Dimitri Conti

L'allenatore Nicola Legrottaglie ha parlato a TMW Radio, nel corso della trasmissione Stadio Aperto con Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini. L'ex difensore inizia dall'esperienza nell'Italia: "Io ho un bellissimo ricordo, vivi dei momenti e delle gratificazioni pazzesche. Trovi sempre un ambiente sereno in cui ti trattano bene: tutto ciò di cui ha bisogno un giocatore per sentirsi amato e crescere. Andavi lì, mangiavi e dormivi tantissimo e litigavi poco".

Si rischia un vuoto generazionale per i prossimi difensori?
"A me sembrano sempre più preparati degli altri, gli italiani... Certo, le caratteristiche che per esempio avevano Nesta e Cannavaro non le si vedono più ormai da quando hanno smesso. Nessuno fa la differenza sulle letture come Nesta, o nella marcatura pura ma intelligente come Cannavaro. Dovremo sopperire il vuoto con la bravura del lavoro degli allenatori".

Cosa vede nel futuro di Buffon e Chiellini?
"Chiellini potrebbe ricoprire un ruolo amministrativo dentro a un club, mentre Gigi credo che farà l'allenatore. Ha dimostrato che il campo gli piace, e secondo me ci sorprenderà".

Cosa deve perseguire il movimento Italia?
"Da qualche anno stiamo provando a competere con altre realtà che sono molto più competitive di noi, sia per strutture che per formazione. Non è un caso che Germania e Spagna siano ad un certo livello: hanno iniziato prima a formare, grazie ad allenatori molto competenti. Dobbiamo investire sui preparatori e portare i giocatori ad essere più pensanti, a percepire il gioco. In Nazionale questo tipo di lavoro già c'è, qualcosina si vede anche se non siamo ancora al top. Continuando così ci possiamo puntare, i talenti li abbiamo sia lì che nell'U21. Vedremo agli Europei come stiamo, anche se sono molto fiducioso. Serve il percorso giusto per i giocatori e per gli allenatori, alla lunga il nostro sistema non può funzionare. Da noi ogni anno escono fuori 100 allenatori, tra dieci anni magari sono 1200 e le squadre però sono sempre quelle. Chi sbaglia un anno, poi, non ha più possibilità di continuare nella crescita. Non si può migliorare solo a livello teorico. Hai massimo tre jolly, poi puoi cambiare mestiere...".

Funziona anche per i ds, e gli altri ruoli?
"Io parlo di quello che ho vissuto. Posso anche vivere nel calcio senza allenare, ma il mio discorso è che ci sono tante persone brave ma senza possibilità di allenare perché siamo costretti dal risultato. La panchina si dà a chi vince e non a chi merita. Grazie a Dio non sempre, ma la cultura è quella e alla lunga la paghi".

Lei era con Rastelli, uno di quelli che ha dovuto affrontare certe difficoltà.
"La quantità ce l'hanno tutti, ma è la qualità a fare la differenza. Uno che l'anno prima allena in Serie A e quello dopo in Lega Pro... Beh, qualcosa non quadra. Devi allenare perché se rimani fuori dal giro sei morto, questo è quello che senti dire. La Serie A però non è come la C, uno che fa la A rischia di perderle tutte in Serie C. Sono davvero due professioni diverse".

Cosa conta di più per un allenatore, la settimana o la domenica?
"La settimana è quella che ti prepara meglio alla domenica. Una frase di Guardiola mi ha colpito, dice che l'allenatore bravo la domenica pensa solo a vestirsi bene. Certo, non è che vinci le partite con la bacchetta magica ma a fare la differenza è come prepari la partita. La domenica è la fine della settimana...".

Barella ha ancora margini di miglioramento?
"Lo vedo migliorato nella consapevolezza di essere anche un finalizzatore, oltre al solito temperamento e al timing sul pallone a centrocampo. Appena sono arrivato a Cagliari e ho visto Barella, ho mandato un messaggio alla Juventus. Parliamo del 2017... Avevo visto davvero qualcosa in lui anche se fisicamente lasciava qualche perplessità. Pensarlo coi bestioni della Champions... Invece all'Inter ha dimostrato che per la gamba e il motore che ha può sopportare le grosse cilindrate: è un giocatore completo e credo proprio che farà bene. Sarà amato dai suoi tifosi, per un giocatore così non può essere altrimenti: finirà la sua carriera all'Inter".

Pirlo deve essere confermato?
"Da fuori non possiamo valutare quello che loro conoscono bene, Nedved e Paratici si sono pronunciati e dobbiamo credergli. Io credo facciano bene, quando inizi devi portare avanti quello in cui hai creduto. Andrea ha avuto difficoltà ma poteva pure andare peggio! Rischiare come hanno fatto loro... Credo che sicuramente arriveranno in Champions, e non è detto che con un allenatore diverso avrebbero battuto l'Inter per lo Scudetto, per me erano comunque favoriti i nerazzurri. Qualcuno lo sta bombardando ma per me ha fatto il suo con quello che aveva. Il secondo anno per lui sarà nel segno della lucidità e della maturità di capire se può fare questo ruolo. Capiremo, e capirà lui stesso. Giusto concederlo a lui e alla Juventus, che ha vinto di tutto negli scorsi 9 anni. Era una scelta coraggiosa, e io personalmente l'ho apprezzata".

Anagraficamente stanno vivendo una transizione naturale.
"Vero che succede per tutti, ma sempre con l'idea di vincere. Anche il Bayern Monaco per esempio, cambiando, ha continuato a vincere. Sennò vai contro la mentalità e la visione degli Agnelli e della Juventus, hanno fatto di tutto anche forse sapendo che non ci sarebbero riusciti. Ma sono arrabbiati e nervosi, non crediate. Qualcosa a fine anno faranno per non ripetere una stagione del genere".

Qual è il calcio secondo Legrottaglie?
"Come le stagioni e i vestiti, il ruolo dell'allenatore, pur con le sue idee, è creare intorno al suo gruppo di lavoro il miglior vestito. Sempre volendo essere propositivi ma non allo sbaraglio. Devi sempre uscire dal campo avendo avuto più occasioni degli avversari, ecco la mia idea di calcio”.

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