TMW - Riunione ADiSe a Salerno, Fabiani: "Il Governo rifletta. Auguro il meglio alla Salernitana"
Nell'ambito degli Italian Sport Award, kermesse giunta alla sua undicesima edizione, si è svolta a Salerno la riunione dell'ADiSe. L'associazione italiana dei direttori sportivi, capitanata dal ds dell'Inter Giuseppe Marotta, ha affrontato diverse tematiche e potrebbe, nell'immediato futuro, avviare un dialogo costruttivo col Governo per esporre con serenità e dovizia di particolari tutte le proprie esigenze. La redazione di Tuttomercatoweb ha intervistato l'ex direttore sportivo di Messina, Genoa e Salernitana Angelo Fabiani per fare il punto della situazione e per parlare anche dei recenti risultati ottenuti nel mondo del calcio.
Di cosa avete parlato stamattina?
"Abbiamo anzitutto deliberato i due vicepresidenti, poi ci siamo dati appuntamento a Milano alla fine del calciomercato per un nuovo consiglio direttivo. I vari no del Governo? Per quanto dà l'industria calcio, tra tasse e quant'altro, è necessario avere una sensibilità maggiore. Ognuno deve pagare quanto spetta, ci mancherebbe, ma la pandemia ha messo in ginocchio il sistema. Lo sport è un qualcosa di equiparabile a una vera e propria fabbrica: fa girare l'economia, crea posti di lavoro, ha una organizzazione ben precisa. Spero che, alla lunga, possa prevalere il buonsenso. C'è stato un dramma a livello mondiale, i nostri politici devono fare una tavola rotonda per affrontare l'argomento con serietà. Altrimenti si rischia la paralisi totale. Diamo tempo ad un Governo appena insidiatosi di comprendere quali siano i problemi sociali, e non solo sportivi, del nostro Paese".
Veniamo all'aspetto calcistico, partiamo dalla recente esperienza in granata...
"Non posso che avere ricordi bellissimi, auguro alla Salernitana il meglio possibile. Il passato non conta, è storia e lo mettiamo negli almanacchi. Ma l'almanacco non costruisce il futuro. Il club è in buone mani, il presidente non fa mancare nulla alla struttura e la tifoseria può stare assolutamente tranquilla e serena sotto questo aspetto. Non nascondo la soddisfazione per quello che abbiamo saputo fare sul posto, un motivo d'orgoglio e un qualcosa che racconterò ai miei nipoti. Ma non vado oltre. Non ci sono sassolini da togliersi, chi fa questo mestiere può essere anche contestato e deriso e fa parte del calcio. Un personaggio pubblico deve avere la scorza dura, le critiche che ho ricevuto mi hanno stimolato. Anche la polemica più feroce fa crescere se sei una persona intelligente. Ne approfitto per fare gli auguri di buon Natale a tutti, alla squadra, alla città e alla provincia. Dopo 10 anni non posso far finta di nulla, anche in un direttore sportivo batte in cuore e non posso dimenticare dall'oggi al domani una piazza dove sono stato bene".
Come si trova in questa nuova veste da dirigente per il settore giovanile e per la squadra femminile della Lazio?
"Ho ricevuto diverse proposte, anche da club di A e B, ma alla mia età ho fatto una scelta di vita. Le categorie le ho fatte tutte, è giunto il momento di mettere a disposizione dei giovani la mia esperienza e vivere il calcio un po' dietro le quinte".
Cos'ha provato quando in campionato si sono affrontate Lazio e Salernitana?
"Chi si trova da questa parte della barricata difficilmente diventa tifoso. C'è grande rispetto per tutte le piazze in cui ho lavorato, ci mancherebbe. Ho girato l'Italia e, da Trieste a Messina, conservo ricordi indelebili. Non ero nemmeno all'Olimpico quel giorno. Spero comunque che la Salernitana possa fare grandi cose nella seconda parte di stagione".
Perchè a Salerno il suo nome è spesso oggetto di divisioni e critiche talvolta anche feroci?
"Non la metterei su questo piano. Il calcio è passione e spesso chi ama la propria squadra si sente "tradito" quando non arrivano i risultati. In quel caso è assolutamente normale e fa parte del gioco prendersela con questo o quel personaggio. Quelli che ti criticano sono spesso i primi che ti offrono un caffè al bar quando li incontri di persona. Ho sempre accettato tutto, rispettando il sentimento di un pubblico che è legatissimo alla propria squadra di calcio".






