Zaniolo l'escluso, Barella stanco: i due Nicolò simboli delle scelte sbagliate ieri sera
Zaniolo neanche in panchina, Barella in campo per 77 minuti. È tra i due Nicolò che si consuma e diventa emblematica la sconfitta contro la Macedonia quale potenziale fine ciclo di Roberto Mancini come commissario tecnico della Nazionale, se così sarà.
Il grande escluso. In Zaniolo, Mancini è stato il primo a scommettere. Lo ha praticamente lanciato lui, quando soltanto gli addetti ai lavori più pratichi del calcio giovanile ne conoscevano il nome. Gli Europei non li ha potuti giocare per infortunio, ma da quando è tornato in campo qualcosa è cambiato. Appena 31 minuti nello 0-0 contro la Svizzera, poi qualche stop fisico e qualche esclusione. L'ultima, ieri a Barbera, in una serata nella quale molti si sono chiesti cosa potesse mancare all'Italia lì davanti. Magari Zaniolo: non sarà (ancora, più?) stato trascinante, ma nella stagione ha dato prova di affidabilità fisica e nel derby Mourinho l'ha anche tenuto a riposo. Resta il rammarico.
Lo stanco. Barella, invece, c'è stato per quasi tutta la partita. E sgombriamo subito il campo da ogni equivoco: non è certo sua, la colpa della mancata qualificazione dell'Italia ai Mondiali. Però non sta vivendo un buon momento di stagione: i nerazzurri lo vedono stanco da fin troppe settimane, è un periodo di flessione evidente, confermato anche ieri sera. Con la modesta Macedonia poteva bastare comunque? Altro discorso, sta di fatto che, come Jorginho o altri, resta l'immagine della riconoscenza pagata da Mancini al gruppo che lo ha portato sul tetto d'Europa a Wembley.






