Bava: "Ringrazio Juve Stabia e Catanzaro per le proposte. Pronto a ripartire"
Lunga carriera, partita dalla Serie D, quella del direttore Massimo Bava, che ha legato poi il suo nome al Torino, dove ha vissuto un'esperienza decennale nel settore giovanile, in quel settore giovanile che ha sfornato tanti talenti di cui oggi si parla anche ai massimi livelli.
Lo stesso Bava, ha parlato ai microfoni di TuttoMercatoWeb.com.
Un nome, il suo, accostato a Catanzaro e Juve Stabia: pronto a ripartire con nuove avventure?
"Ho sfruttato l'anno trascorso per aggiornarmi e seguire diversi campionati, tra i quali anche quello Primavera, e sui campo del Girone C di Serie C mi hanno visto spesso: alle volte le associazioni nascono anche da quello, per quanto poi ci siano effettivamente stati contatti con i club citati. Anzi, colgo l'occasione per ringraziare il presidente della Juve Stabia Langella, mi aveva fatto un'ottima proposta, e un grazie va anche a Noto, con il quale c'è decennale stima reciproca. Sono stato contattato anche da altre società, anche per i settori giovanili, ma dovevo prima aggiornarmi, ora sono pronto per altre opportunità: quel che mi interessa non è tanto la categoria quanto la continuità, nella mia carriera ho sempre sposato progetti a lungo termine. Solo a Cuneo, club con il quale avevo un triennale, rimasi un anno... ma c'era la chiamata del Torino".
A proposito di Torino, carriera decennale in granata...
"Quella di Torino è stata un'esperienza bellissima e ricca di soddisfazioni, abbiamo sfornato 200 calciatori che sono ora nei campionati professionistici, e altri che dopo prime esperienze in Serie D si stanno affacciando alla C. Le gioie non sono mancate".
Tra questi talenti, un chiacchieratissimo Lorenzo Lucca, che ha disatteso le aspettative al primo anno in B. Se lo aspettava?
"Io voglio precisare una cosa, che in Italia spesso non si considera: i giovani vanno aspettati, soprattutto se si crede in loro, e vanno anche saputi gestire, perché non sempre vivono solo di momenti esaltanti. Quando ci sono delle difficoltà deve subentrare una certa gestione, il bene e il male, che spesso si legano anche al mondo esterno, vanno amministrati in un dato modo. Lucca ha del grande potenziale, ma non vorrei parlare solo di un singolo, perché davvero abbiamo sfornato tanti talenti, e potrei citare, Segre, Bonifazi, De Luca, Barreca, Gyasi, Butic, Aramu, Millico, Rauti. Alla fine poi i numeri parlano sempre".
Accennava ai giovani da aspettare: non sono però anche le normative dei campionati italiani, oltre a una certa cultura, a non favorirli?
"Mi trova d'accordo, le norme non aiutano né i club né i giocatori. Ci sono le squadre Under 23 che dovrebbero essere di esempio, insegnano quanto di buono c'è, ma le normative sono oggettivamente da rivedere: a Torino eravamo a un passo dalla squadra B, ma purtroppo mancavano le strutture idonee per sviluppare questo progetto, problema che si presenta in tante piazza. Questa defezione, unita poi ai costi, non fa sviluppare il progetto. Anche le strutture vanno potenziate, sono quello che ci fa stare indietro rispetto ai paesi stranieri: anche qua ci sono istruttori e dirigenti preparati, ma manca il resto".
Sulle mancanze... al Torino mancherà Belotti. Era davvero un matrimonio che doveva finire?
"Ho avuto la fortuna di avere Belotti come giocatore, e di apprezzarlo non solo tecnicamente ma anche umanamente: sono certo che chi lo prenderà farà un affare, è un vero professionista. Gli auguro di trovare una soluzione che gli permetta di mettersi in luce anche nelle coppe europee, sono un suo obiettivo e se lo merita".






