Milan... Senza Futuro? Fuori dalla Serie C, in Serie D il progetto non regge
Milan Futuro potrebbe non esistere più. Non nell'immediato, scrive il Corriere della Sera nella sua edizione dedicata alla città di Milano, ma per una lenta e inesorabile perdita di senso che sta portando il club rossonero a interrogarsi sull'utilità stessa di mantenere in vita il progetto. Due anni di crescenti difficoltà, una retrocessione tra i dilettanti e ora lo spettro di un ripescaggio quasi impossibile: l'esperimento della seconda squadra rossonera è a un bivio che potrebbe rivelarsi definitivo.
Il ripescaggio è quasi una chimera
Dopo non essere riuscita a tornare in Serie C sul campo (la stagione si è chiusa al quarto posto, con l'eliminazione ai playoff sotto la guida di Massimo Oddo) Milan Futuro si aggrappa alla speranza del ripescaggio. Ma i nuovi criteri della FIGC rendono lo scenario quasi proibitivo: il club rossonero si trova in fondo alla graduatoria, sarebbe la quarta scelta e rientrerebbe in gioco solo se si presentassero almeno quattro posti vacanti. Un'eventualità tutt'altro che scontata.
In Serie D il progetto perde di significato
Il vero problema non è solo tecnico, è strutturale. Restare in Serie D significa accettare un livello di gioco ritenuto troppo basso per i migliori prospetti in uscita dal vivaio: in quella categoria, Milan Futuro smette di essere un trampolino verso il professionismo e diventa, di fatto, un'alternativa al campionato Primavera. Una funzione che non giustifica i costi e le risorse di una seconda squadra. Le ripercussioni si sono già viste lungo tutta la filiera: la Primavera ha chiuso a metà classifica con una delle rose più giovani del torneo, mentre Under 18 e Under 17 non hanno raggiunto i playoff scudetto, penalizzate dal passaggio anticipato di giocatori verso le categorie superiori.
Una decisione non più rinviabile
Il Milan, concentrato sulla rivoluzione in atto in prima squadra, non può permettersi di rimandare. Mantenere Milan Futuro in Serie D senza una prospettiva concreta di risalita significherebbe investire risorse in un contenitore svuotato di senso. Chiuderlo, però, aprirebbe un problema altrettanto serio: dove far crescere i talenti che non sono ancora pronti per il professionismo ma che la Serie D non può valorizzare? Una risposta va trovata presto, prima che altri Lontani vadano a fare la fortuna altrove.











