Farioli campione di Portogallo: "C'è il sudore di quanto fatto all'Ajax senza un pezzo di metallo"
Fresco vincitore della Liga Portugal con il Porto, al suo primo anno di allenatore dei Dragoni, con 88 punti e sei lunghezze di anticipo sullo Sporting Lisbona, Francesco Farioli ha raccontato la stagione vissuta in un'intervista a Sky Sport: "È stato sicuramente un traguardo importante, frutto del lavoro di tante persone. In questi giorni, nelle tante interviste fatte, non mi stanco mai di ripetere la stessa cosa: ogni centimetro quadrato di questo trofeo è di queste persone che hanno lavorato insieme a me".
Una rivalsa in piena regola per il tecnico italiano di 37 anni dopo il titolo di Eredivisie perso in volata finale a favore del PSV. Mentre il trofeo del massimo campionato portoghese è il suo primo titolo in carriera da allenatore: "C'è il sudore di quanto lavoro fatto lo scorso anno per rimettere in sesto un club storico come quello di Amsterdam, seduto in una panchina così prestigiosa come quella dell'Ajax. Sicuramente è un orgoglio enorme, ma lo stesso sudore che l'anno scorso, purtroppo, non ci ha fatto raccogliere un pezzo di metallo".
In seguito ha ripercorso i passi e le esperienze compiuti fino ad arrivare a Porto. Tra Turchia, Nizza e Ajax: "Dover uscire dall'Italia e dover trovare un percorso alternativo sicuramente è stata una necessità, che poi è diventata presto volontà. La fortuna che ho avuto è che in tutti i Paesi nei quali sono andato ho trovato il sapore di casa comunque", ha confidato Farioli. "Siamo chi siamo per le persone che incontriamo, che ci formano e ci plasmano, per le persone che ci accompagnano. È un lavoro che ti dà tanto, tantissimo. Siamo dei privilegiati nel fare quello che facciamo, ma è anche un lavoro che richiede tanto".











