Dalla finale di Coppa d'Africa a quella di Champions: l'arbitro Ndala "sgradito" a tutti
La designazione dell’arbitro congolese Jean-Jacques Ndala per la finale d’andata della CAF Champions League tra FAR Rabat e Mamelodi Sundowns ha immediatamente acceso un’ondata di polemiche e tensioni istituzionali.
Il club marocchino, tornato a questo livello della competizione dopo oltre quarant’anni di assenza, ha infatti presentato un reclamo ufficiale alla CAF chiedendo la sostituzione del direttore di gara. Alla base della richiesta ci sarebbero alcune perplessità legate alla sua gestione arbitrale nella finale di Coppa d'Africa 2025 tra Marocco e Senegal, episodio che aveva già suscitato forti discussioni e contestazioni.
La posizione del FAR si inserisce in un contesto già estremamente delicato, in cui anche i Mamelodi Sundowns avevano espresso dubbi su precedenti designazioni arbitrali, arrivando a opporsi alla nomina di Ndala per questa finale. La Confederazione africana si trova così a dover gestire un clima di crescente sfiducia, con entrambe le squadre che contestano, seppur in momenti diversi, le scelte legate alla direzione di gara.
A complicare ulteriormente il quadro è il contenzioso ancora aperto relativo proprio alla finale tra Marocco e Senegal, la cui controversa conclusione è stata portata davanti al TAS. La Federazione senegalese ha infatti presentato ricorso e la decisione definitiva non è ancora arrivata. In questo scenario, la nomina di Ndala rischia di diventare un ulteriore fattore di pressione su una finale già carica di significati sportivi e politici, con la CAF chiamata a una gestione estremamente delicata per evitare nuove frizioni.











