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Coppa d’Africa, pugno duro della giustizia: in carcere 18 tifosi del Senegal, il motivo

Coppa d’Africa, pugno duro della giustizia: in carcere 18 tifosi del Senegal, il motivoTUTTO mercato WEB
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Yvonne Alessandro
Oggi alle 09:36Calcio estero
Yvonne Alessandro

Diciotto tifosi del Senegal sono stati condannati a pene detentive comprese tra 3 mesi e un anno per aver preso parte agli incidenti della finale della Coppa d'Africa 2025: tutto è stato confermato in appello ieri, secondo quanto riportato dall'AFP (agenzia di stampa francese). Questi fan, detenuti dal 18 gennaio, erano perseguiti per atti violenti, in particolare contro le forze dell'ordine, con tanto di danneggiamento alle attrezzature sportive, invasione di campo e lancio di proiettili.

Nel dettaglio. In primo grado, 9 di questi tifosi erano stati condannati a un anno di prigione con una multa di circa 460euro, altri 6 ad altrettanti mesi di detenzione e 180euro di multa, i 3 mancanti a tre mesi e un pagamento di 90euro. Anche un sostenitore francese di origine algerina, processato per aver lanciato una bottiglia d'acqua, aveva ricevuto una pena di tre mesi di carcere e 90 euro. Gli imputati condannati a tre mesi di reclusione potranno essere rilasciati a partire da sabato prossimo.

Davanti alla corte, ieri, gli accusati hanno proclamato la propria innocenza. Hanno spiegato di essere dovuti scendere in campo a causa di un movimento della folla o per sfuggire a "sputi e lanci di oggetti", e non per protestare contro una decisione arbitrale. La controversa finale di Coppa d'Africa, perlomeno sul rettangolo di gioco, aveva visto il Senegal trionfare sul Marocco (1-0) dopo un rigore dubbio per i Leoni dell'Atlante fallito da Brahim Diaz. Per un gol annullato a Koulibaly e compagni tuttavia alcuni tifosi avevano cercato di invadere il campo e lanciato oggetti verso il campo di gioco.

Durante l'udienza, l'avvocata della difesa (Naima el-Guellaf) ha chiesto la diffusione dei video degli incidenti su cui si basava l'accusa, per verificare se gli imputati potessero esservi identificati. La procura ha respinto la richiesta, invocando il flagrante reato. "Il mondo intero ha visto queste immagini desolanti in diretta. Ci sono stati degli errori, le persone coinvolte in ciò che è accaduto si trovano in Senegal, non sono presenti qui", ha affermato d'altra parte l'avvocato Kabou. A fine marzo, il Senegal ha presentato ricorso davanti al Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) contro la decisione della Confederazione Africana (CAF) di assegnare a tavolino la CAN 2025 al Marocco.

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