Real, con Alaba sarà un addio "silenzioso": dai trionfi agli infortuni, non doveva finire così
David Alaba si avvia verso l’addio al Real Madrid quasi in punta di piedi, senza annunci, senza clamore e con la sensazione di essere lentamente scivolato ai margini del progetto tecnico. Arrivato nell’estate del 2021 per raccogliere un’eredità pesantissima come quella di Sergio Ramos, il difensore austriaco aveva inizialmente risposto nel migliore dei modi, formando con Militao una coppia centrale decisiva nella stagione della Liga e della Champions vinte da Carlo Ancelotti.
Le immagini della sua esultanza durante la rimonta contro il PSG, quando agitava una sedia a bordocampo travolto dall’euforia del Bernabéu, sono diventate quasi iconiche nella memoria recente madridista. Sembrava l’inizio di un lungo ciclo. Invece tutto si è fermato improvvisamente. La rottura del legamento crociato anteriore, aggravata da problemi alla cartilagine, ha cambiato completamente la traiettoria della sua esperienza spagnola. Alaba è rimasto fuori oltre un anno e, una volta rientrato, non è più riuscito a ritrovare continuità né brillantezza fisica. I numeri raccontano perfettamente il declino: oltre 4.000 minuti giocati nella sua prima stagione, poco più di 400 in quella attuale.
Il centrale austriaco ha dato la sensazione di non poter più reggere certi ritmi. Le recenti titolarità contro Osasuna e Getafe, entrambe concluse con sconfitte del Real, hanno alimentato ulteriormente i dubbi sul suo stato fisico. Il suo addio dovrebbe arrivare senza grandi celebrazioni pubbliche, coerentemente con il profilo discreto mantenuto in questi anni. Ma il Real Madrid guarda anche all’aspetto economico: Alaba percepisce circa 12 milioni netti a stagione, uno degli stipendi più alti della rosa, ereditato proprio dopo l’uscita di Sergio Ramos. La sua partenza libererebbe un margine salariale importante per intervenire sul mercato e cercare un nuovo leader difensivo per il futuro.











