Asllani: "Il calcio è di tutti, non ha genere. Al Milan per contribuire alla crescita italiana"
Intervistata dal magazine GQ l’attaccante del Milan Kosovare Asllani ha parlato della sua esperienza nel nostro campionato e della voglia di far crescere il suo livello per colmare il gap col resto d’Europa: “Qui mi sento in missione, voglio contribuire ad aumentare il livello del campionato e a costruire maggior interesse intorno ad esso. È molto importante saper attirare grandi giocatrici, così cresce l’appeal del torneo. Qui a Milano non sono venuta in vacanza, voglio vincere, ma non mi sento soltanto una calciatrice, voglio fare qualcosa a un livello più grande. Quando ero piccola, non ho mai avuto la possibilità di guardare il calcio femminile in televisione. Per questo reputo fondamentale essere un modello, dentro e fuori dal campo. Non ho mai capito perché il calcio debba essere concepito come uno sport maschile. È uno sport, punto, le donne dovrebbero praticarlo liberamente, il calcio non ha genere, appartiene a tutti.
- continua la svedese soffermandosi sulle differenze fra i calcio italiano e quello europeo - Il Milan è stata la scelta più ovvia perché credo sia il club più grande che ci sia in Italia. Ci sono Paesi come l’Inghilterra, la Francia, la Svezia, che nel calcio femminile sono più avanti rispetto all’Italia, perché hanno cominciato a investire molto prima. Credo che qui si sia intrapresa la strada giusta, il professionismo significa che tutti i club potranno disporre di risorse migliori e se si continuerà a investire credo che nel giro di un paio d’anni le squadre italiane potranno competere con l’élite del calcio europeo. Gli investimenti sono la cosa più importante, vogliono dire tutto. Più calciatrici arrivano, più il livello migliorerà. Le giocatrici dall’estero aiutano tantissimo perché portano tanta esperienza, ed è quello che sto facendo anche io”.






