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Sinisa, la classe e il coraggio di un uomo che non ha mai mollato

Sinisa, la classe e il coraggio di un uomo che non ha mai mollato TUTTOmercatoWEB
Marco Piccari
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Marco Piccari
sabato 17 dicembre 2022, 14:04Editoriale

Calcio di punizione, siamo lontani dalla porta ma tranquilli ci va lui.. e se tira Sinisa è gol. Quando quella maglia numero 11 si dirigeva verso il punto di battuta, allo stadio si avvertiva la sensazione forte che qualcosa sarebbe successo. Sinisa posizionava il pallone, con sicurezza e determinazione. Sguardo verso la porta poi rincorsa, corpo in avanti, leggera torsione del busto, il piede destro che fa perno e il sinistro che disegna una parabola potente e leggera. Subito dopo l'esplosione di gioia di chi per pochi secondi teneva sospeso il cuore in attesa di vedere il pallone entrare in porta. Ogni punizione una gioia, un grido, un'emozione e soprattutto la certezza che qualcosa di magico si poteva sempre realizzare quando calciava Mihajlovic. Lui era un tipo tosto, un combattente, sempre pronto a difendere la sua squadra, i suoi compagni e i suoi tifosi. Un uomo leale, schietto, che non si nascondeva dietro niente, capace anche di manifestare scelte a molti sbagliate ma Sinisa era questo.
E proprio per il suo essere sempre sincero era amato e allo stesso tempo non condiviso da chi non apprezzava le sue uscite. Del resto quelli veri suscitano sempre forti emozioni. Difficile essere indifferenti a uomini di questo calibro.

Ovunque è andato Sinisa ha lasciato il segno in ogni maglia e in ogni avventura ha tracciato qualcosa di profondo: un conquistatore. Ha trasmesso sempre sicurezza e voglia di non arrendersi mai. Non c'era distanza che non potesse essere colmata. Le sue punizioni più lontane dalla porta erano e più pericolose diventavano. Uno insomma che non mollava mai in campo e nella vita. Nato come centrocampista è poi diventato un difensore centrale. Non era veloce ma con forza e senso della posizione trasmetteva sicurezza a tutti. “Un giocatore e allenatore coraggioso” così lo ha definito ieri Massimo Brambati in diretta a Tmwradio con grande commozione.
L'uomo Sinisa ha lasciato tanto, mancherà moltissimo soprattutto alla sua splendida famiglia a cui va il pensiero e l'abbraccio più grande.
Personalmente ho un ricordo di Sinisa che mai potrò dimenticare. Stagione 2003-04, la mia prima da radiocronista inviato allo stadio. Era il 5 ottobre del 2003, Lazio-Chievo la partita. Al minuto 64 ho avuto l'onore e il piacere di raccontare una sua punizione: solita potenza, una leggera deviazione e palla dentro. Lui che esulta e i compagni che lo abbracciano, lui che da capitano regala la vittoria alla Lazio. Un emozione indescrivibile, un racconto che conservo nel grande libro dei ricordi.
E se tira Sinisa….è gol. Tanti ne ha realizzati e tante sono state le prodezze. Questa volta la sua ultima punizione è uscita ma la cosa importante è che ci ha provato fino all'ultimo, regalando un messaggio di speranza a tutti: mai arrendersi e provarci sempre.
Grazie campione non ti dimenticheremo mai!

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