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Il calcio premia Fabregas e Gasperini. Allegri, fallimento totale; Spalletti in fuorigioco. Sarri, annata formativa.

Il calcio premia Fabregas e Gasperini. Allegri, fallimento totale; Spalletti in fuorigioco. Sarri, annata formativa.TUTTO mercato WEB
Marco Piccari
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Marco Piccari
Oggi alle 09:12Il Due di Piccari
Ultima di campionato Roma e Como festeggiano. Milan e Juve declassate. Allegri e il Max fallimento. Il punto del direttore di TMWRadio Marco Piccari con la consueta rubrica.

Due di Cuori
Il calcio, alla fine, ha premiato chi ha fatto meglio sul piano del gioco e della costruzione della squadra. Como e Roma vanno in Champions grazie a un grande lavoro.
Il Como compie una grandissima impresa: una squadra guidata da un tecnico che, in due anni, ha dato una forte identità di gioco e una mentalità da grande squadra. Due fattori che hanno consenti-to una scalata straordinaria. Finalmente il nuovo che avanza e, sinceramente, mai avrei potuto immaginare un risultato del genere. Complimenti!
Non è da meno Gasperini che, al primo anno alla Roma, ha subito inciso. La squadra ha seguito il tecnico: identità, gioco e carattere si sono visti immediatamente. Il pressing, l’uno contro uno e la voglia di fare la partita sono entrati nella testa dei giocatori; poi l’arrivo di un attaccante forte co-me Malen ha fatto il resto.
Le difficoltà non sono mancate, ma il credo di Gasp si è visto e ha prodotto quel risultato che mancava da sette anni. La Roma è tornata in Champions e Gasperini ha fatto meglio di Ranieri, che aveva agitato le acque in un momento delicato della stagione. Il tecnico ex Atalanta ha convinto
anche i più scettici e si è preso la Roma: la nuova avventura è cominciata nel migliore dei modi. Gasperini e Fabregas si sono presi la Champions e il cuore dei loro tifosi.
L’abbraccio tra Maurizio Sarri e Pedro, al momento dell’uscita dal campo dello spagnolo, è stato molto più di un semplice cambio. Un gesto che ha trasmesso emozione e conquistato il cuore dei tifosi. Un’immagine di calcio destinata a rimanere nel tempo.
Pedro, campione dal curriculum straordinario e professionista esemplare, con la maglia biancoceleste ha collezionato 209 presenze e 39 gol. Ma oltre ai numeri, è entrato nel cuore del popolo laziale soprattutto per dedizione, impegno, qualità e rispetto verso la maglia.
Dall’altra parte c’è Sarri, un allenatore che ha vissuto la stagione più difficile della sua carriera. Il tecnico toscano, deluso da una società che non lo ha mai ascoltato fino in fondo, ha scelto di affrontare quest’anno soprattutto per rispondere all’amore incondizionato ricevuto dal popolo laziale.
Una stagione complicata ma, alla fine, formativa per il tecnico perché il mister, come dichiarato da lui stesso, ha imparato a essere più empatico con i giocatori. La Lazio gli ha dato qualcosa di importante per i prossimi anni di carriera. Un’evoluzione notevole per un allenatore storicamente legato soprattutto ai suoi principi di campo. Nelle difficoltà c’è sempre un aspetto positivo. Buona fortuna, mister.
Chiudo con un cuoricino anche per Di Francesco e il Lecce, salvi all’ultima giornata battendo il Genoa. Una gioia per il mister, che dimentica le recenti amarezze, e per il club, che si consolida in Serie A.

Due di Picche
Milan e Juve fuori dalla Champions: basta questo per individuare il lato negativo dell’ultima giornata di campionato.
Il vero disastro è quello del Milan che, con un impegno a settimana, non è riuscito a raggiungere l’obiettivo minimo. Un fallimento totale che non può non coinvolgere anche il tecnico.
La giustificazione della squadra non all’altezza regge fino a un certo punto e le tesi dei difensori di Allegri cadono in maniera evidente.
Sicuramente la società ha fatto scelte sbagliate, ma il campo ha offerto poco o nulla e, contro un Cagliari già salvo, si è toccato il fondo della gestione Allegriana. Una squadra senza gioco e involuta, un pessimo girone di ritorno, punti persi contro le medio-piccole e ben sei sconfitte nelle ultime dieci partite.
Un fallimento totale attribuibile anche ad Allegri: il Milan ha vissuto solo di episodi senza mai avere una vera identità.
Un “Max disastro”: oggi il mister è indifendibile.
Crollano anche Spalletti e la Juve. Il pareggio nel derby è figlio delle partite precedenti.
L’ex tecnico del Napoli si è fermato proprio sul più bello, nello sprint finale. Troppo pochi sei punti nelle ultime cinque partite.
Arrivato in corsa, ha dato un gioco, ha rigenerato alcuni giocatori e la Juve sembrava proiettata verso la Champions, ma a poche
giornate dalla fine è sfumato il grande obiettivo. Un duro colpo che non può non coinvolgere anche il tecnico.
Questo finale deve far riflettere: questa squadra, contro Verona e Fiorentina, poteva e doveva fare più di un punto. Anche qui la storiella dei
giocatori non all’altezza regge poco.
Spalletti ha dato appuntamento al prossimo anno e noi lo aspettiamo, ma il dubbio rimane. La Juve non può accontentarsi dell’Europa League.

Jolly
Il jolly dell’ultima giornata lo pesca il Lecce con Banda. Il suo gol regala una gioia immensa a mister Di Francesco che, dopo due retrocessioni, conquista la salvezza.

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