Miracolo Capo Verde, frena la Spagna. Vozinha a 40 anni: "Ho pianto per i miei nonni"
Un debutto decisamente amaro e lontano dai pronostici della vigilia per la Spagna, fermata sullo 0-0 da un sorprendente Capo Verde. La nazionale di De La Fuente ha faticato a scardinare la retroguardia avversaria, soffrendo la straripante fisicità dei Crioulos per tutto il primo tempo. A sbarrare la strada alle Furie Rosse ci ha pensato anche la sfortuna, con una clamorosa colpita da Ferran Torres, poi il vero e proprio miracolo del portiere Vozinha sulla respinta di Oyarzabal. Così come su Lopes poco prima del termine della prima frazione.
Tutt'altro piglio per la banda di De La Fuente nella ripresa, capace di schiacciare Capo Verde a ridosso della propria area di rigore. La vera scossa elettrica è arrivata al 71° minuto con l'ingresso in campo di Lamine Yamal, al rientro dopo 23 giorni di stop per un infortunio muscolare; il suo impatto ha moltiplicato le occasioni da gol, ma la retroguardia africana ha alzato un autentico muro. Nemmeno l'innesto nel finale di Nico Williams e l'assalto disperato nei 5 minuti di recupero hanno fatto tremare gli Squali Blu: i campioni d'Europa steccano la prima, mentre Capo Verde festeggia un punto d'oro al Mercedes-Benz Stadium di Atlanta, trascinata dai 7 salvataggi decisivi del suo portiere 40enne Vozinha.
In un'intervista a margine, ai microfoni di Reuters, l'estremo difensore del Capo Verde - acclamato e abbracciato dai compagni al fischio finale - ha raccontato: "Mia mamma non ha potuto essere qui per problemi del visto (VISA), e i soldi che avremmo dovuto pagare. Non abbiamo gestito la cosa in temp. Ho pianto dopo la partita perché sono cresciuto con i miei nonni quando ero un bambino, e non sono potuti essere qui. Sono morti qualche anno fa".
""Lavoriamo nella vita per momenti come questi. Ho 40 anni ma non sono stato un calciatore professionista fino ai 25 anni. Questa è la ricompensa per tutto questo viaggio", la rivincita personale del portiere, protagonista assoluto all'esordio al Mondiale. "Ad essere onesti, non ho mai sognato cose del genere quando ero un bambino, ma dopo questa partita posso dire alla versione più giovane di me che ne è valsa la pena".






