Più che della vittoria, l'Italia discute (di) Donnarumma. Il portiere ignora i fischi di San Siro
Il giorno dopo la vittoria dell'Italia, come già nella partita d'esordio del ciclo spallettiano in nazionale con la Macedonia, tra i grandi protagonisti del dibattito pubblico nel mondo del calcio nostrano è Gianluigi Donnarumma. Questa volta nessun intervento decisivo ai fini del risultato, né in un senso né nell'altro, ma un trattamento durissimo ricevuto da San Siro.
A oltre due anni di distanza dal momento in cui ha dato l'addio al Milan (a costo zero nell'estate 2021) i tifosi rossoneri non hanno né dimenticato né perdonato e nella serata di San Siro in cui è arrivata poi la vittoria sull'Ucraina, hanno copiosamente fischiato il portiere azzurro. Nonostante il calvario, Donnarumma ha tenuto i nervi saldi e disputato un buon match.
Nelle analisi del day after, inevitabilmente, campeggia il suo cognome in ogni angolo. Quasi tutti concordano: nonostante Spalletti stesso abbia detto che gli applausi vanno guadagnati, i fischi di quelli che dovrebbero essere i propri sostenitori sono immeritati. Persino il suo dodicesimo, quel Vicario che farebbe carte false per poter avere un'opportunità, si è schierato pubblicamente dalla parte del compagno. Che sui social ha preferito ignorare le polemiche, concentrandosi solamente sull'esito del campo.






