Terremoto in Lega Pro: la riforma non passa, Ghirelli si dimette. Club pronti alla protesta
Tutto parte dal recente 15 novembre, quando l'Assemblea straordinaria dei club di Lega Pro, chiamati a decidere sulla proposta del nuovo format del campionato di Serie C, ha bocciato la stessa: 24 voti contrari, un astenuto e 34 a favore, sei in meno del quorum necessario fissato a 40.
La proposta, lo ricordiamo, prevedeva una format che avrebbe strutturato la Serie C a 6 gironi con 10 squadre ciascuno, con le cinque migliori classificate in corsa poi in una poule promozione composta da dieci squadre e da tre gironi, e le cinque peggiori classificate in una poule retrocessione, che avrebbe preceduto di fatto i playout. In una successiva fase si sarebbero anche svolti i playoff con le due migliori classificate dei tre gironi che sarebbero avanzate a una fase ulteriore degli spareggi, a cui avrebbe partecipato anche la vincitrice della Coppa Italia. Invariato il numero di promozione, 4 club in B, e retrocessioni, 9 società in D.
C'era ottimismo per l'approvazione di questa nuova Serie C, ma le cose non sono andate come sperato dalla governance di terza serie, ed ecco che nella serata di venerdì 16 novembre sono arrivate le dimissioni del presidente Francesco Ghirelli, che in una lunga lettera aperta ha spiegato le ragioni della sua scelta, riconducibili appunto al fallimento del tentativo di riforma.
Una riforma che sarebbe decaduta per le cosiddette big, convinte che col nuovo format il salto in Serie B diventi molto più complesso e penalizzante per loro. Entrano però in gioco le cosiddette "piccole", con diversi club che si sarebbero attivati per provare a convincere il presidente a mantenere la carica. Tra le altre società, le pugliesi, le toscane, l'Ancona, l'Alessandria, la Recanatese. Se le dimissioni di Ghirelli non verranno revocate, i presidenti sarebbero pronti anche a forme di protesta plateale.
Il futuro, quando il girone di andata va ormai concludendosi, è quindi tutto da scrivere.






