L’Inter si prepara alla festa, le altre devono correre. Che campionato è stato?
Dieci punti dividono l’Inter dalla festa Scudetto (a patto che il Napoli non abbia altri svarioni). Il calendario è decisamente favorevole (Cagliari, Torino, Parma, Lazio, Verona e Bologna) e, soprattutto, non c’è nessuno, neanche l’indomabile Conte, che ha le carte in regola per dare fastidio alla banda di Chivu. Per quello che si è visto in campo, l’Inter sta meritando, ampiamente, la vittoria dello Scudetto. È stata la più continua e, per lunghi tratti, ha dominato il campionato. Il successo, in rimonta, sul delicato campo della sorpresa Como, arrivato senza il condottiero Lautaro Martinez, ha certificato la forza del gruppo nerazzurro. Certo, qualcuno potrebbe dire che le avversarie dirette si sono rivelate poca cosa ma, alla fine, chi vince ha sempre ragione. Complottisti di ogni fede fatevene una ragione: la squadra di Chivu è stata la migliore: punto e basta.
Con lo Scudetto che ha già il suo nuovo padrone (manca solo la matematica), è chiaro che l’interesse si sposta sulla corsa agli altri tre posti che valgono l’accesso alla prossima Champions League. Il Napoli, di fatto, è certo del pass. Anche il Milan, seppur alle prese con un periodaccio, è ancora abbastanza tranquillo, grazie al passo falso dei lariani contro i cugini. Il Diavolo è a +5 proprio sul Como, quinta forza del campionato. Non tantissimi ma neanche pochissimi. Insomma, di fatto c’è un posto, il quarto, ancora da assegnare. La classifica dice: Juventus 60, Como 58 e Roma 57. Tre squadre in tre punti.
Sulla carta, la Vecchia Signora è quella che sembra dare più garanzie. Eppure, Spalletti ha ribadito di non fidarsi ancora dei suoi, di non capirli fino in fondo. Insomma, qualche dubbio c’è ancora sulla tenuta mentale dei bianconeri. Il Como sta imparando, in questo momento a sue spese, cosa significa lottare per qualcosa di importante. Un’esperienza che gli tornerà utile in futuro. E la Roma? Beh, la Roma è… la Roma, con tutti i suoi pregi e difetti. Il diverbio Gasperini-Ranieri non aiuta di certo ma con un Malen così, tutto diventa possibile.
Sarà un bel finale di stagione (anche per chi sta lottando per salvarsi) ma una riflessione va fatta. Siamo certi che sia stato un bel campionato? La sensazione, comprovata anche dalle fallimentari campagne europee delle nostre squadre, è che il livello si sia ulteriormente abbassato. Qualità media della Serie A? Mediocre. Campioni che hanno brillato? Pochi. Giovani promesse in rampa di lancio? Troppo poche… Vero, non bisogna mai sputare nel piatto dove si mangia ma, onestamente, siamo stati abituati a piatti molto più ricercati e qualitativi. Com’era il vecchio detto della nonna? Mangia questa minestra o salta dalla finestra… Beh, attuale, non credete? E, attenzione, il peggio deve ancora arrivare. Tra poco uscirà l’album di figurine Panini del Mondiale e, ancora una volta, tra le pagine non troveremo l’Italia. Che strazio…











