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Perché si continua a parlare del possibile ripescaggio dell’Italia al Mondiale?

Perché si continua a parlare del possibile ripescaggio dell’Italia al Mondiale?TUTTO mercato WEB
Oggi alle 06:00L'Angolo di Calcio2000
Fabrizio Ponciroli

Non c’è giorno in cui, sulla rete, non appaiono notizie sul possibile ripescaggio dell’Italia al Mondiale. A volte è un ex membro, altre un tal funzionario, in alcuni casi persone che nulla hanno a che fare con il sistema calcio. Si continua a spingere affinché passi l’idea che, grazie ad un Santo in Paradiso, l’Italia possa partecipare, rientrando dalla porta sul retro, all’imminente torneo iridato. Nonostante sia palese che, anche in caso di rinuncia dell’Iran (se mai dovesse accadere), ci sarebbero altre nazionali che “meriterebbero” maggiormente di essere “invitate” al Mondiale, si continua a far credere che sia una possibilità concreta. Insomma, si vuole cavalcare la speranza dove la speranza non esiste…
Inoltre, viene naturale farsi una domanda: sarebbe onorevole per l’Italia, Paese che vinto ben quattro Mondiali, andare a giocarsi la Coppa del Mondo dopo aver fallito tutte le chances di qualificarsi. Secondi nel girone ed eliminati ai play-off senza poter recriminare su nulla o nessuno. Neanche l’alibi degli arbitri…
Se non siamo tra le 48 qualificate un motivo ci sarà, no? Forse non sarebbe meglio semplicemente accettare lo status quo e concentrarsi su cosa fare affinché non ricapiti un nuovo fallimento? Vero, qualcosa si sta muovendo a livello federale ma, come sempre, con tempi piuttosto prolissi. Ci sono delle leggi ma anche la necessità di cambiare rotta il prima possibile.

Sapete perché? Semplice, a settembre si riparte con la Nations League… Inoltre, più tempo trascorre e meno rabbia e indignazione resta nel cuore per quanto accaduto.
Non dovrebbe interessarci se esista la possibilità di essere ripescati ma solo come rialzarsi dal terzo montante preso in pieno volto. Non si arriva alla gloria attraverso le scorciatoie e i passaggi segreti ma con idee nuove e il coraggio di rischiare.
L’unica certezza è che, in questo momento, ci sono rimasti solo “gli affari di casa”. Aspettiamo di capire quando l’Inter vincerà matematicamente lo Scudetto e di chi si porterà a casa la Coppa Italia. Questioni “di casa nostra”. Altri, invece, guardano, con entusiasmo, la propria squadra lottare in Europa per vincere un trofeo e/o si preparano a godersi il Mondiale. Il ripescaggio non è un’opzione, almeno non dovrebbe esserlo per chi, davvero, sogna un calcio italiano diverso nei prossimi anni.

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