Mbappé: "Che onore la fascia di capitano. Non ho mai rivisto la finale con l'Argentina"
Kylian Mbappé si prepara a vivere il suo terzo Mondiale, il primo con la fascia da capitano della Francia. Un ruolo che rappresenta l'ultima tappa di un percorso iniziato nel 2018, quando il fuoriclasse francese, appena diciannovenne, trascinò i Bleus alla conquista del titolo mondiale in Russia, imponendosi come una delle stelle assolute del calcio internazionale.
Da allora il legame tra Mbappé e la nazionale francese si è fatto sempre più forte. Oggi l'attaccante del Real Madrid è il leader tecnico ed emotivo della squadra, con 97 presenze e 56 reti all'attivo. Una crescita culminata dopo il Mondiale del 2022, perso in finale contro l'Argentina, quando Didier Deschamps gli affidò la fascia di capitano. "Era una nuova responsabilità ed è arrivata nel momento giusto, quando avevo ormai vissuto ogni esperienza possibile con la nazionale", ha raccontato Mbappé in un'intervista concessa a Sorare. "È un onore poter indossare la fascia di capitano del proprio Paese. Mi ha permesso di imparare, di sviluppare nuove qualità e di fare un ulteriore passo avanti".
Nel suo percorso da leader, Mbappé ha anche avuto modelli ben precisi. "Come capitano il mio punto di riferimento è sempre stato Hugo Lloris, perché è stato l'unico capitano che ho avuto in nazionale. Da bambino, invece, il mio idolo era Zinedine Zidane al Mondiale 2006". A pochi giorni dall'inizio della Coppa del Mondo 2026, l'attaccante francese è tornato anche sulla dolorosa finale persa in Qatar contro l'Argentina di Lionel Messi. Una partita rimasta impressa nella memoria collettiva nonostante la straordinaria tripletta realizzata dal numero 10 francese. "Ho mai rivisto la finale del Mondiale 2022? No, mai", ha confessato. "Se la riguardassi rischierei di risvegliare vecchi demoni. Bisogna andare avanti. Abbiamo perso".
Mbappé ha poi spiegato come la modalità della sconfitta abbia reso tutto ancora più difficile da accettare. Dopo essere tornata in partita quando sembrava spacciata, la Francia si arrese soltanto ai calci di rigore. "Quando una finale si decide dagli undici metri è la cosa più crudele che possa capitare, sia per un tifoso sia per un giocatore", ha sottolineato. Ora però lo sguardo è rivolto al futuro. Dopo aver conquistato un Mondiale e sfiorato il bis quattro anni più tardi, Mbappé è chiamato a guidare ancora una volta la Francia nella caccia al titolo iridato, con l'obiettivo di riportare i Bleus sul tetto del mondo






