Massimo Ambrosini, un gregario di lusso per il centrocampo del Milan. Capitano post Maldini
Massimo Ambrosini è stato un gregario di lusso. In un centrocampo straordinario fra Andrea Pirlo e Gennaro Gattuso, ma anche Manuel Rui Costa oppure Kakà, è stato scelto come il capitano del Milan dopo l'addio di Paolo Maldini. Basterebbe questo a dare l'idea della grandezza dell'uomo, oltre che del centrocampista. Trentacinque le presenze in Nazionale quando serviva giocare diverse stagioni per essere anche solo preso in considerazione da Giovanni Trapattoni o Marcello Lippi.
La sua storia con la nazionale termina nel 2008, nella sconfitta di Roberto Donadoni contro la Spagna, ai rigori. Quattro Scudetti, due Supercoppa, 1 Coppa Italia, due Champions, due Supercoppe europee, un Mondiale per Club. Un palmares non male che non vede la vittoria con l'Italia: solo secondi in Belgio e Paesi Bassi nel 2000.
"Nel giorno prima all’addio dei miei compagni, in quel famoso addio dei vari Nesta, Rino, Pippo e gli altri a San Siro, ricordo il senso di solitudine che ho percepito. Andai a piangere da solo in mezzo ad un campo di Milanello. Non volevo che mi vedesse nessuno. Era un misto di paura, tristezza, disorientamento. Mi ricordo dove andai, cosa feci: non riuscivo a stare dentro la camera, dovevo andare fuori. Era un insieme, non ho pianto per una situazione. Lì sancisci che è finito. Quella roba lì è finita”. Oggi Massimo Ambrosini compie 49 anni.











