Abete o Malagò a capo della FIGC? Corriere della Sera: "Per guidare il calcio italiano"
Giancarlo Abete, leader della LND, boccia il metodo della Serie A, criticando la scelta di schierare Giovanni Malagò senza un confronto preventivo sui programmi. Il presidente del calcio dilettanti chiede di rimettere al centro i contenuti e il documento di Gravina prima di blindare i nomi per la FIGC con il peso del 34% dei voti. Rivendicando lo stesso mandato da presidente della FIGC ricevuto dall'ex numero uno del CONI invece nome forte per 18 club italiani su 20. "I possibili candidati per guidare il calcio italiano", suggerisce in prima pagina il Corriere della Sera.
Giovanni Malagò ha dichiarato nelle ultime ore: "Accolgo con grande soddisfazione l'importante mandato fiduciario conferito dalla Lega di Serie A, visto anche il contenuto numerico con cui è stato espresso. È un segnale di straordinaria considerazione, che mi permette di intraprendere un doveroso percorso esplorativo. Credo sia corretto interpellare le altri componenti prima di effettuare una valutazione complessiva, ma sono onorato di questa significativa testimonianza di stima. Aver fatto convergere un consenso quasi unanime, da un mondo spesso litigioso, è un segnale che mi gratifica e responsabilizza".
"Serve una ristrutturazione del calcio – ha detto il presidente della Lazio Claudio Lotito dopo l’assemblea della Lega Serie A -. Non è il nome, il nome non c’entra niente. Se una cosa non funziona, va ristrutturata. C’è una legge istitutiva che è la 91 del 1981… 45 anni fa. Fin quando c’è quella legge… Il sistema va ridisegnato tutto. Ci vuole la nomina di un commissario", la soluzione proposta dal numero uno del club biancoceleste, uno dei pochi a escludere la pista Malagò.











