Al Real Madrid serve un santone della panchina. E Florentino Perez lo sa benissimo
È uno spogliatoio esplosivo, quello del Real Madrid. Perché dopo la rissa fra Tchouameni e Valverde, ultimo incontro di quello che sembra un torneo itinerante di catch, tutti i nodi stanno volgendo al pettine. L'arrivo di Xabi Alonso ha iniziato la spaccatura, probabilmente convinto di potere mantenere i metodi che aveva al Bayer Leverkusen anche nel club più importante del mondo. La realtà è che a Madrid le pressioni sono altissime e, soprattutto, gestire un certo tipo di spogliatoio diventa complicato, molto.
Xabi Alonso avrebbe salutato molto volentieri Vinicius Jr e Rodrygo. Magari prendendo Kenan Yildiz dalla Juventus. La sensazione che qualcuno fosse fuori posto non è scivolata via nemmeno con il suo esonero, perché le distinzioni sono diventate nette, creando un burrone fra metà squadra e l'altra. Correnti che, alla fine, hanno avuto l'epilogo con l'urugagio in ospedale e le multe per entrambi. Il Real Madrid è una polveriera e c'è solo un modo per rimetterla al giusto posto.
Arrivare con un santone. Uno di quei profili che sono inattaccabili, per storia personale, e Florentino Perez lo sa benissimo. Magari che prendono decisioni sbagliate, crude, ma che non hanno paura di quello che succederà dopo. José Mourinho. Oppure Massimiliano Allegri. Forse più di qualcuno a Valdebebas si augura di ritornare sulla vecchia via francese di Zinedine Zidane. Probabilmente non succederà.











