Cagliari, Giulini: “Ecco nostra odissea per costruire uno stadio. In Francia lo Stato aiuta i club…”
Tommaso Giulini, presidente del Cagliari, è intervenuto in occasione del panel “Il futuro degli stadi italiani”, organizzato nell’ambito del Festival della Serie A in corso di svolgimento a Parma: “Noi abbiamo iniziato più di 10 anni fa, il Cagliari giocava tra Trieste, Tempio e poche partite a Is Arenas. Sono arrivato in una situazione nella quale il Cagliari non aveva uno stadio. Grazie al lavoro del sindaco di Cagliari, che per fortuna è ancora sindaco di Cagliari, riuscimmo a presentare il progetto per l’attuale Unipol Domus, provvisorio ma comunque da 16 mila persone. Grazie al lavoro del sindaco, in deroga alle procedure, abbiamo costruito l’Unipol Domus in pochi mesi, nella speranza di arrivare a breve a costruire lo stadio Gigi Riva. Poi ci siamo imbattuti, nei successivi dieci anni, nella commissione provinciale di vigilanza, che ha 14 enti che ci hanno fatto cambiare 14 volte il progetto.
Nel frattempo è cambiato il presidente della Regione: di fatto, dopo 10 anni siamo riusciti finalmente ad avere l’autorizzazione. Da lì è partita l’odissea economico-finanziaria, che consiste nel dover presentare un piano economico-finanziario. Noi abbiamo la fortuna di avere un partner che detiene i naming rights dello stadio, e adesso dovremo pregare Unipol di prolungare il contratto. Vogliono vedere il contratto che ha il Cagliari Calcio, le lettere d’intento delle banche: sostanzialmente sono mesi di richieste per andare a supportare il modello economico-finanziario, che ancora non è stato approvato ma che per fortuna siamo vicini a vedere approvato. Un’odissea. In dieci anni si possono fare altre cose. Io mi chiedo: se a Cagliari non ci fosse stato un imprenditore pronto a tenersi la società, ma una persona che voleva magari costruire lo stadio in 5 anni e poi andare via, ci sarebbe stato uno stadio a Cagliari? Probabilmente no.
In Francia nel 2010 gli stadi erano tutti obsoleti, come in Italia oggi: l’unico che poteva ospitare Euro 2016 era lo Stade de France. La Francia nel 2010 ha messo su una task force: dei nove stadi individuati, solo due sono stati rinnovati e ricostruiti con capitali privati, quello del PSG e lo stadio di Lione. L’unico altro stadio in partenariato pubblico-privato è stato Marsiglia. Lo Stato francese ha deciso che tre stadi venissero rinnovati con risorse pubbliche (Lens, Saint-Etienne e Tolosa), mentre gli altri sono stati costruiti ex novo, e lo Stato ha versato in totale un miliardo. Io credo che oggi in Italia, nonostante dobbiamo fare solo cinque stadi e ne abbiamo solo uno, Torino, in regola, non abbiamo possibilità di ripetere la storia francese”.











