Cagliari, Scuffet: "Possiamo vincere e perdere con tutti. Saremmo folli a non ascoltare Ranieri"
Simone Scuffet, portiere del Cagliari, intervistato da DAZN, ha spiegato le differenze maggiori che esistono all'estero rispetto all'Italia nell'approccio al calcio: "In Romania e a Cipro la partita si vive in quei novanta minuti, poi finisce lì. Qui c'è più pressione rispetto all'estero. Cipro è molto simile alla Sardegna".
Qual è il suo cibo preferito?
"Ovviamente il maialetto, ogni tanto è giusto concedersi uno sgarro, ma senza esagerare".
Quanto ha pesato la morte di Gigi Riva per voi giocatori del Cagliari?
"Abbiamo cercato di attribuire la giusta importanza al funerale di Gigi Riva, mettendo in risalto il suo significato non solo come calciatore, ma soprattutto come uomo. Chi lo ha conosciuto, ha potuto apprezzare il suo grande calore umano. Non avendolo conosciuto personalmente, ho avuto la possibilità di comprendere nel corso di questi mesi, il ruolo significativo che ha avuto e che continuerà ad avere per sempre, per tutto il popolo sardo".
Che cosa rappresenta per voi Ranieri?
"Ha un'esperienza incredibile, lo dimostra anche in partita, quando magari riesce a correggere la squadra, riuscendo a trovare soluzione che in campo non riusciamo a vedere. La sua carriera parla per lui, saremmo dei folli a non ascoltarlo".
Chi sono i suoi portieri preferiti e quelli con cui è in contatto?
"Con Perisan siamo ancora amici e ci vediamo spesso, sento spesso anche Provedel e Vicario. Tecnicamente Meret è il più pulito, mentre Vicario ha una grandissima personalità: pensare che lasciò la Primavera dell'Udinese per andare a giocare in Serie D".
Cosa manca per raggiungere la salvezza?
"Dobbiamo sicuramente migliorare, all'inizio ci davano per spacciati, mentre ora possiamo vincere e perdere con tutti. Dobbiamo stare dritti e procedere come un treno, focalizzandoci sul nostro obiettivo pensando gara dopo gara".






