Condò: "Il Milan di RedBird finisce sempre allo stesso modo. Il centravanti è il vuoto più cosmico"
Il giornalista Paolo Condò, nel suo consueto approfondimento sul Corriere della Sera, ha analizzato il momento che sta attraversando la squadra di Massimiliano Allegri, ko ancora una volta ieri contro l'Atalanta: "Le stagioni del Milan di RedBird finiscono sempre allo stesso modo, le curve che si svuotano a partita in corso, la contestazione che dalla società si allarga alla squadra, i calcoli febbrili su quale asset alienare per baloccarsi anche la prossima estate con il player trading".
L'incredulità di Condò è comprensibile: "Il Milan! Per carità, tutto cambia e non sempre evolve; ma il Milan che ci ha accompagnato per tutta la vita, che se ne sia tifosi, oppositori o semplici spettatori, è stata una cosa profondamente diversa da questa, ed è umano rimpiangerla. La residua speranza e legata agli ultimi dieci minuti di ieri, nei quali la squadra si è finalmente ribellata a un destino che pareva ineluttabile, e con gambe e coraggio ha sfiorato una spettacolare rimonta".
Infine conclude spiegando quale sia la mancanza a suo avviso del Diavolo: "Resta il fatto che sin lì era parsa sui cerchioni, e che delle ultime otto gare ne ha perse cinque. Un incubo. Come spesso succede quando le energie stanno scemando, e il peso di una stagione intera si fa sentire, l'accessorio risolutivo diventa la valigia del centravanti, e questo continua a essere il vuoto più cosmico del Milan. Altrove funziona diversamente".











