Inter campione, Condò applaude Marotta e Ausilio: "Hanno confezionato nel tempo capolavori"
Nel corso del suo fondo per l'edizione odierna del Corriere della Sera, Paolo Condò ha parlato dello scudetto dell'Inter: "Nelle sei stagioni degli tre scudetti ed è arrivata a due finali di Champions. L’ha fatto con tre allenatori diversi alla guida di un gruppo stabile, costruito, mantenuto e rinfrescato nel tempo dal lavoro certosino di una tecnostruttura, che è il modo in cui l’economista John Kenneth Galbraith definì a fine anni 60 la squadra di manager deputata a pianificare lo sviluppo di un’impresa indipendentemente dai suoi proprietari".
Analizzando il percorso guardando anche agli anni scorsi, viene posto l'accento anche sulle finali di Champions che sono "risultati persino superiori ai tre scudetti. Ma è un concetto puramente tecnico, spogliato dell’entusiasmo e dell’orgoglio e della voglia di farlo pesare al mondo che riempie le vittorie. I tituli, per citare un interista celebre".
Infine un plauso a Marotta e Ausilio che "hanno confezionato nel tempo capolavori come la valorizzazione di Onana, la sostituzione economicamente vantaggiosa e tecnicamente paritaria di Hakimi con Dumfries, la cessione di Lukaku con l’elastico ai limiti della circonvenzione d’incapace (il Chelsea, che ha poi dato ulteriori prove), Thuram a zero, e quest’anno il passaggio migliorativo da Pavard ad Akanji. Il resto è stato spinta verso il futuro, prorompente in Pio Esposito - secondo felice percorso dal vivaio dopo Dimarco - misurata in Sucic e Bonny".











