Dalle dimissioni respinte alla salvezza del Cagliari, l'ennesima impresa di Ranieri
Il Cagliari ieri pomeriggio ha festeggiato la matematica salvezza battendo 2-0 il Sassuolo sul suo campo e dietro il mantenimento della Serie A da parte dei rossoblù c'è sicuramente la grande impronta data dal suo allenatore Claudio Ranieri, giustamente salutato come uno dei principali artefici (se non il principale) del traguardo rappresentato dalla squadra dell'isola.
E pensare che le cose sarebbero potute anche andare diversamente. Tornando indietro con il nastro di tre mesi, infatti, il Cagliari navigava in acque decisamente più agitate e la prosecuzione del rapporto con il veterano tecnico di Testaccio era messa in forte discussione dalle continue difficoltà riscontrate dai sardi. Tanto che, dopo la sconfitta interna dello scorso 11 febbraio contro la Lazio, lo stesso Ranieri era arrivato a chiedere allo spogliatoio se il problema fosse lui, ventilando quindi anche le dimissioni.
Dimissioni contro le quali ci si sono messi per primi i suoi calciatori, totalmente contrari all'idea di perdere quello che è sempre stato un rifermento ai loro occhi. Dimissioni poi rientrate anche grazie al lavoro di collante fatto dalla società, che ha convinto Ranieri che ancora di cose da scrivere ce ne fossero. Con il senno di poi si può sostenere che l'intuizione sia stata vincente. Come le cose siano andate l'ha raccontato Ranieri in prima persona, nella conferenza stampa introduttiva del successivo impegno, contro l'Udinese: "Ho parlato alla squadra, serviva un elettroschock. Ho detto che mi sarei dimesso, ma la squadra si è opposta. Tutti avremo dovuto lottare, ed ho detto 'va bene, lottiamo tutti per portare a termine questa missione'. Dopo tutto i ragazzi hanno chiesto di andare in ritiro".






