De Roon oltre il record: capitano, leggenda e un messaggio a tutto il mondo Atalanta
In un lontano pomeriggio di maggio del 2012, nella Curva Nord atalantina era stata esposta in una gara contro la Lazio una coreografia con le gigantografie delle maglie di tutti i capitani su cui spiccava una frase tanto significativa quanto solida: “Essere atalantini, esserlo dentro. Le bandiere non sono mai stati gli ottimi calciatori, ma uomini d’esempio e ricchi di valori”. Un concetto in cui veniva rimarcato il detto “prima uomini, poi campioni”, perché rappresentare l’Atalanta non passa attraverso i gol o le buone giocate, ma nel rappresentare il DNA dei bergamaschi: la routine di tirarsi su le maniche, il successo che passa attraverso il lavoro e l'essere tutt'uno con il carattere di una gente che non è abituata a raggiungere risultati senza sudare.
I paragoni sono sempre azzardati, ma quando nell’estate 2015 un giovanotto olandese di nome Marten De Roon sbarcò a Bergamo dimostrando grinta, passione e attaccamento, in molti ricordarono un altro straniero arrivato da sconosciuto per poi diventare il "capitano dei capitani", alias Glenn Strömberg: un confronto non del tutto casuale. A distanza di 11 anni sono cambiate tante cose nell'Atalanta, ma non quel giocatore che indossa la sua 15 tra la passione di un giovane che ha voglia di spaccare il mondo e la saggezza del grande leader che è diventato: l’attaccamento alla Gianpaolo, il modo di fare dello svedese e anche un po’ Bonacina nel suo ritorno a Bergamo per amore. Dal 2017 il campione è diventato bandiera e successivamente trascinatore “da Bergamo all’Europa”: mai una parola fuori posto, sempre in prima fila nei momenti di difficoltà, disponibile nell’aiutare il prossimo, l’Atalanta davanti a tutto, orgoglio di rappresentare Bergamo.
Una costanza che lo hanno portato a diventare il 22 marzo 2026 il giocatore atalantino con più presenze, superando proprio quel Bellini che lo aveva accolto a Zingonia nella sua “last dance” come se fosse un passaggio di testimone. In mezzo ai tanti successi (Europa League su tutti), c’è però quello più significativo: essere un simbolo per i giovani atalantini, quelli che non desiderano altro che indossare la maglia della loro città portandola in alto, coloro che non sognano solo il trofeo ma di essere i futuri capitani dell’Atalanta perché amano l’Atalanta. Questo è l’insegnamento più bello di Marten de Roon, l’uomo che ha incarnato l’immagine più pura di cosa voglia dire “essere da Atalanta” nel bene e nel male: proprio come un vero capitano.











