De Zerbi: "Non mi rivedo in Motta. Però ha portato qualcosa di unico nel calcio italiano"
Roberto De Zerbi, tecnico del Brighton, ha parlato ai microfoni di Sportitalia a poche ore dalla sfida di Europa League contro la Roma: “Dybala, Lukaku, Pellegrini sono i tre giocatori da temere di più, ma la Roma è forte in tutti i reparti, come in difesa ma anche in mezzo al campo. Smalling, Mancini, Paredes, Cristante. Noi dobbiamo giocare rispettando la nostra breve storia, mettendo in campo le qualità che abbiamo anche noi, con i nostri giovani. Dobbiamo mantenere fede al nostro modo di giocare, abbiamo giovani di grande qualità. Nonostante l’esperienza e gli infortuni, noi entriamo per fare il massimo e giocarci la qualificazione”.
Si rivede un po’ nel Bologna di Motta?
“No, ma Motta ha portato qualcosa di unico nel calcio italiano. Lo sto studiando tanto, mi sono fatto mandare le partite in camera tattica perché mi ha incuriosito. Abbiamo principi diversi, qualcosa in comune c’è, come il comando delle partite e il coraggio. In Italia negli ultimi anni, con Gasperini e Pioli che giocano con grande coraggio, pure nelle categorie sotto si gioca con coraggio. Il Catanzaro di Vivarini gioca un calcio vero. Si sta cambiando strada”.
Com’è nata l’amicizia tra sua figlia e quella di De Rossi?
“Mia figlia non è tifosa della Roma, si sono conosciute perché vanno a Londra nella stessa università. Probabilmente perché io e Daniele abbiamo gli stessi valori, abbiamo trasferito alle nostre figlie quello in cui crediamo noi. Quando gioca la Roma mia figlia fa compagnia alla figlia di Daniele nei pub, sperando non beva troppo”.
Sulla partita di domani…
“Domani ci sono 70mila che tifano contro di noi e 3500 inglesi che arrivano da Brighton. Uno in più o uno in meno che ci tifa contro non cambia, è bello giocare queste gare in trasferta. Lo è stato a Marsiglia e ad Atene. Fare l’impresa fuori casa è una cosa che solo il calcio ti può dare”.











