Elezioni FIGC, il TFN respinge il ricorso del candidato ombra Miele: le motivazioni
Una bocciatura su tutta la linea. È questo il destino del ricorso presentato dall’avvocato Renato Miele, ex calciatore, tra le altre, della Lazio, contro la bocciatura della sua candidatura alla presidenza della FIGC, depositata in assenza dell’accredito di una delle componenti federali.
La Sezione Disciplinare del Tribunale Federale Nazionale ha infatti respinto il ricorso di Miele, dichiarandolo in parte infondato e in parte inammissibile. Miele aveva impugnato anche le candidature di Giovanni Malagò e Giancarlo Abete, i due sfidanti ufficiali, ritenendole entrambe illegittime.
Abbastanza netto il responso del TFN, che già il 21 maggio aveva respinto la richiesta cautelare di Miele, il cui ricorso viene liquidato con tre paginette. Miele aveva contestato la richiesta di accredito, prevista dall’art. 24 c. V delle NOIF: “Tale disposizione, contrariamente a quanto sostiene il ricorrente, non può ritenersi in contrasto con il principio fondamentale di democraticità previsto dalla normativa CONI e dal codice civile né con i principi costituzionali invocati, tenuto conto, da un lato, che la disposizione statutaria federale è stata approvata dal CONI stesso ritenendola quindi coerente con i principi del proprio ordinamento; d’altro lato, che essa disposizione logicamente limita la candidabilità alla funzione di Presidente Federale ad un numero non indiscriminato di candidati individuati dalle componenti federali, conformemente alla Delibera CONI del 2016 più volte richiamata dal ricorrente”. In fin dei conti, è un principio di economia elettorale: inutile accettare la candidatura di chi non è riuscito ad ottenere l’avallo di nessuna componente federale e quindi non raccoglierebbe nemmeno un voto.
La pronuncia prosegue poi, sottolineando che Miele non ha impugnato direttamente le NOIF. Dall’infondatezza della prima parte del ricorso deriva poi l’inammissibilità della seconda, dato che Miele, non potendosi candidare, non ha un legittimo interesse a contrastare le candidature di Abete e Malagò.






