Gerard Piqué: "La mia Kings League arriverà presto anche in Italia. Juve? Tutto vero"
Gerard Piqué ha le idee chiare, chiarissime e ancora tanta voglia di scrivere la storia. L'ex capitano del Barcellona, oggi 36enne, non ha infatti avuto neanche il tempo di interiorizzare il ritiro dal calcio giocato che il progetto Kings League lo ha impegnato tanto o forse anche di più rispetto alla sua vita ormai passata da giocatore. Durante la nostra visita a Barcellona di un mese fa, abbiamo avuto il piacere di intervistarlo in esclusiva per TuttoMercatoWeb.com proprio per farci raccontare il successo della Kings/Queens League e anche i suoi progetti per il futuro, con l'Italia fra i prossimi possibili mercati della competizione.
Piqué, oggi tutti conoscono e apprezzano la Kings League. Può svelarci però com'è nata?
"Un giorno stavo mangiando col mio amico Ibai Llanos (uno degli streamer più seguiti di Spagna e del mondo intero, ndr) e abbiamo pensato al ruolo che gli streamer hanno ormai raggiunto nella società contemporanea. Sono proprio i creatori di contenuti ad attirare infatti l'interesse delle nuove generazioni. Da qui l'idea di creare un modo diverso di fare e raccontare il calcio: la Kings League non ha niente a che fare col calcio tradizionale, noi siamo più intrattenimento che sport".
Vi sareste mai aspettati tutto questo successo?
"Sinceramente no, non ci aspettavamo così tante ripercussioni e così grande seguito. Abbiamo creato un hype tremendo, specialmente in Spagna e in America Latina, riunendo in campo campioni del passato come Ronaldinho, Pirlo, Shevchenko, Zabaleta e generando milioni di visualizzazioni e interazioni".
È appena finito il secondo split, ma avendola conosciuta e vista lavorare in queste ore abbiamo già capito che la sua mente non si ferma mai: che progetti avete per il 2024?
"Il 2024 sarà l'anno dell'espansione della Kings. Abbiamo analizzato attentamente quali sono i mercati prioritari per il nostro progetto di crescita e abbiamo deciso di scommettere in particolare sull'America Latina, col Messico come sede principale come avviene qui in Spagna con Barcellona, ma anche in Europa con Francia e Italia".
Da nazionale a internazionale, la neonata Kings League sembra così già pronta a fare il salto.
"Sì, la nostra ambizione è che tutte le competizioni abbiano lo stesso calendario e rispettino lo stesso regolamento. Vogliamo creare una competizione internazionale annuale, alla quale si qualificano le migliori squadre di ogni lega nazionale".
In attesa della Kings League italiana, c'è già stata una forte connessione fra il nostro Paese e la Kings di Barcellona.
"Sì, abbiamo avuto l'onore di avere con noi Pirlo, Ronaldinho e Shevchenko. È stata una vera fortuna per noi e non potete capire quanto interesse abbiano generato su Twitch. Tutti vogliono bene a queste leggende".
Chiosa inevitabile sul calcio, quello tradizionale. Ci conferma che in passato è stato vicino alla Juventus?
"Sì, confermo. Ebbi una proposta dai bianconeri quando ero al Manchester United, a circa 21 anni, ma alla fine scelsi il Barcellona. Quello blaugrana è stato il club della mia vita, il club del mio cuore. Mi sarebbe piaciuto però giocare in Serie A... Gli italiani hanno lo stessa passione degli spagnoli nei confronti del calcio, sarebbe stato bello".






