La Repubblica - Inter, dai biglietti rivenduti ai food truck: ecco "l'impero" di Boiocchi al Meazza
Sulle pagine del La Repubblica trova spazio questa mattina un pezzo dedicato a quella che potrebbe essere la successione di Vittorio Boiocchi, capo ultrà dell'Inter ucciso sabato da due killer sotto casa sua, con lo "zio" che non era più presente nella curva nerazzurra da quando la sezione Misure di prevenzione del Tribunale gli aveva affibbiato due anni e mezzo di sorveglianza speciale, ma lo stesso Boiocchi tra le gradinate contava eccome e prendeva molte decisioni tra le quali il modo in cui sarebbero stati rivenduti i circa 2000 biglietti che la Nord aveva di partita in partita, o chi avrebbe incassato i soldi dei parcheggi.
Vittorio Boiocchi comandava su questi affari dal 2018, ovvero dalla sua scarcerazione, quando aveva spazzato via, senza chiedere il permesso, il vecchio direttivo e reinsidiando un esecutivo di "vecchi", tutti sottoposti alla sua legge. Tutto funzionava così: i biglietti venivano dati ai suoi fedelissimi, agli Inter Club, agli amici, naturalmente con un ricarico. Una rete formata da tanti suoi "amici", con il business che si arricchiva con i food truck, con circa 300 tifosi che compravano panini e birre in un determinato posto per un ritorno di una percentuale sull'incasso. Più delicato il settore dei parcheggi fuori dal Meazza, con Vittorio Boiocchi che anche lì, sempre secondo La Repubblica, teneva un piede e mezzo.






